Fumaggine: che cos’è, i rischi per le piante e come eliminarla

La fumaggine è una malattia causata da un rapporto simbiotico tra funghi e parassiti animali. Generalmente non si tratta di una malattia letale, però non priva di rischi e sicuramente è una delle più frequenti. Colpisce indistintamente gran parte delle specie vegetali, tra cui le erbe, gli arbusti, le piante da siepe e da fiore, gli alberi ornamentali e da frutto.

fumaggine di una pianta
Foto di Bidgee: Wikipedia

Come si riconosce la fumaggine

Tendenzialmente si pensa che la causa principale della fumaggine sia il fungo, ma non è così: da solo sarebbe anche innocuo,ma i danni si creano perché si nutre della melata, sostanza zuccherina e appiccicosa prodotta da parassiti animali come afidi, neri, bianchi, verdi, o di qualsiasi altro colore e cocciniglie.

La melata cade sulle foglie, o sui rami, nutrendo i funghi. Questi crescendo, creano una patina nera che può ricoprire una parte o tutta quanta la foglia, togliendole la luce. Diventa scura perché mancano le basi necessarie per il processo di fotosintesi clorofilliana, operazione indispensabile ai vegetali per produrre il nutrimento.

La fumaggine è presente dalla primavera all’autunno perché è il periodo in cui vivono i parassiti. Rimane anche in inverno se non viene eliminata. I danni sono vistosi, e a volte di grave entità, ma molto raramente portano alla morte definitiva della pianta colpita.

La fumaggine però, soprattutto nelle piante da frutto, oltre a creare difetti estetici, può portare ad un indebolimento dell’albero nonché ad un conseguente calo di produzione. Questo può danneggiare il raccolto, soprattutto se la fumaggine non viene isolata e si diffonde sulla maggior parte delle piante.

Quali piante sono colpite dalla fumaggine

Le piante da frutto sono le più colpite, in particolar modo gli agrumi. Non è difficile imbattersi, ad esempio, in un arancio con evidenti sintomi di fumaggine. In questo caso, il danno è relativo ai germogli: se intaccati, impediranno al frutto di crescere.

La fumaggine che colpisce il frutto, invece, non causa problemi interni, ma solo esterni: i danni sono solo estetici, sapore e consistenza rimangono inalterati. Se il consumo è ad uso privato, basta un lavaggio e non sussistono problemi. I maggiori riscontri negativi si hanno qualora la frutta venga destinata alla vendita. In questo caso, non essendo conforme alle norme, potrebbe essere venduta a prezzo più basso con conseguente perdita economica.

Altre piante colpite dalla fumaggine sono olivo e alloro. Per quanto sia raro, ma non impossibile, anche le piante da orto possono subire danni. Anche se si tratta di un problema esterno, la presenza di fumaggine su germogli, foglie, rami e frutti causa un indebolimento della pianta. Ecco perché è meglio eliminare la causa del problema prima che diventi irreparabile.

Come prevenire la fumaggine

Come è già stato spiegato, i funghi saprofiti senza parassiti sono innocui, per cui per prevenire la fumaggine basta eliminare afidi, cocciniglie, e gli altri organismi animali che producono la melata. Ecco alcuni rimedi .

  • Piantare erbe aromatiche. Per proteggere alberi e arbusti dagli afidi, è utile piantare erbe aromatiche: menta, lavanda, ortica, santoreggia sono ottimi deterrenti per i parassiti. Per loro l’odore è insopportabile, per cui ne rimarranno lontani.
  • Potare regolarmente rami e foglie. I parassiti sviluppano le loro colonie nelle zone umide e ombreggiate, per cui una potatura costante mantiene luce e calore, ambiente sfavorevole al proliferare di afidi e cocciniglie.

Come curare le piante dalla fumaggine

Se la pianta è stata colpita da fumaggine, bisogna correre ai ripari prima che i danni si estendano. È necessario un lavaggio continuo con getti di acqua e bicarbonato o di sapone di Marsiglia: questa procedura serve a indebolire il carapace del parassita che si disidraterà lasciando la pianta senza ulteriori danni.

Se l’infestazione è estesa, è consigliabile rilasciare nell’ambiente insetti antagonisti, come le coccinelle, che arrivano a mangiare fino a 65 afidi al giorno.