Afidi neri: i rischi dei pidocchi delle piante e metodi per eliminarli

Piccoli, numerosi e difficili da scacciare. Gli afidi neri sono tra i parassiti delle piante più comuni, facilmente riconoscibili perché si raggruppano lungo i fusti delle piante, in prossimità di foglie nate da poco o germogli. Questi insetti si nutrono della linfa e tendono a riprodursi molto rapidamente: si può passare da una piccola colonia ad un’infestazione di dimensioni importanti in un solo giorno.

afidi neri su una pianta

Cosa sono questi parassiti?

Sono dei piccoli insetti che hanno una forma arrotondata, più affusolata nella sezione anteriore ed in prossimità delle zampe. Alcuni di essi posseggono due paia di ali, mentre altri ne sono totalmente sprovvisti. Vivono in colonie di grandi dimensioni, le quali solitamente si trovano in prossimità dei germogli e sono ricoperte di una sostanza cerosa e appiccicosa.

In autunno le uova vengono deposte ed esse si schiuderanno solamente con l’arrivo della primavera. Da questa schiusa si generano principalmente femmine che, una volta adulte, danno via alla riproduzione senza la necessità di accoppiarsi. Una volta che la pianta parassitata inizia a indebolirsi o si crea una sovrappopolazione, vengono generati afidi neri alati che migrano altrove, creando una nuova colonia.

Questa situazione è comune durante l’estate. Il punto di forza che rende questi insetti tanto presenti all’interno delle nostre colture è la capacità di adattarsi facilmente a tantissimi diversi cambiamenti.

I pericoli per le piante

I danni derivanti dalla presenza degli afidi neri sono duplici, sia diretti che indiretti. Nutrendosi direttamente della linfa vegetale prodotta dalle piante, questi insetti vanno a sottrarre sostanze nutritive portando deformazione delle foglie e decolorazioni.

Inoltre, il loro ciclo digestivo produce una sostanza chiamata melata, che non è altro che un escremento zuccherino. La presenza di questa sostanza a diretto contatto con la pianta rende l’ambiente ideale alla proliferazioni di specie fungine, le quali iniziano anch’esse a parassitare la pianta.

Altro danno secondario è il facilitare la trasmissione di virosi tramite la saliva, che viene scambiata con la pianta mentre gli insetti succhiano la linfa.

Come combatterli?

afidi neri e coccinella

I metodi scelti devono essere pensati sulla base del tipo di agricoltura che stiamo portando avanti.

In agricoltura biologica vengono evitati i pesticidi, optando per soluzioni differenti. Un metodo compatibile con l’agricoltura biologica è la diffusione di altri insetti che si cibano degli afidi neri senza danneggiare la coltura. In questo caso le specie utilizzate saranno coccinelle, crisopidi, parassitoidi imenotteri (Chalcidoidea e Braconidae), sirfidi. Queste creature si nutrono degli afidi neri senza intaccare la salute della pianta, proliferando ed eliminando l’infestazione rapidamente. Le formiche, al contrario, sono generalmente alleate degli afidi e tendono a proteggerli per potersi nutrire della melata prodotta come escremento.

Un altro metodo biologico utilizzato per combattere le infestazioni è spruzzare del macerato di ortica. Si tratta di una soluzione composta da acqua, all’interno della quale sono state lasciate a macerare delle foglie d’ortica per almeno una settimana. Altri rimedi sono sapone di marsiglia, preparati alcolici, oli minerali e, ovviamente, insetticidi certificati per l’utilizzo in agricoltura biologica. Uno di questi è il piretro, il quale agisce per contatto e deve essere applicato sulla parte inferiore delle foglie ed in condizione di poca luce. Per chi non segue un’agricoltura biologica ci sono poi i pesticidi veri e propri.

Il miglior modo per evitare che si formino grandi infestazioni di afidi neri è il prevenirne la comparsa o la diffusione. Ciò può essere fatto dedicando la massima attenzione allo sviluppo della pianta, con irrigazioni e potature costanti, in modo da mantenerla sana e meno propensa a facilitare il parassitismo. Gli afidi neri possono anche essere infine rimossi meccanicamente, a tale scopo si può usare un getto d’acqua, non troppo forte per non danneggiare la pianta.