Come coltivare la lavanda? Tutte le regole da conoscere

Dal termine latino lavare, la lavanda è una delle piante maggiormente utilizzate sin dall’antichità, poiché consente di detergere e profumare il corpo lasciando una gradevole sensazione di morbidezza. Per questo motivo è considerata una pianta officinale. Viene spesso coltivata sui balconi e sui terrazzi, ma necessita di alcuni accorgimenti per crescere forte e sana e sopravvivere al susseguirsi delle stagioni. Cresce spontaneamente nella zona del Mediterraneo per il clima favorevole ed è un vero piacere anche per gli occhi tenerla presso la propria abitazione, presentando una classica colorazione violacea che dona all’ambiente un tocco di vivacità, ma allo stesso tempo di raffinatezza. Non a caso è una pianta che resiste bene al caldo torrido.

Solitamente non supera i 50 cm, anche se le varietà presenti in natura sono molteplici e tutte con le loro specifiche caratteristiche, ed è una pianta tappezzante perenne. Che sia quella dentata, lanata o angustifolia, il consiglio è quello di seguire attentamente le indicazioni di questo articolo, per avere sempre una pianta ricca e sana.

Quali sono i trucchi per coltivare la lavanda

Lavanda

I due modi per poter ottenere una rigogliosa pianta di lavanda nel proprio terrazzo è utilizzare la talea o il seme. Nel primo caso verrà prelevato un rametto e impiantato all’interno di un terreno adeguatamente preparato, dotato di una terra nuova e di elementi fertilizzanti naturali. Ci vorrà tuttavia molto tempo prima che la parte si impianti nel modo giusto e inizi a formare delle vere e proprie radici, che possano favorire la moltiplicazione della pianta negli anni fino a ottenere un vero e proprio cespuglio viola.

Se non siete molto esperti in materia il suggerimento è quello di utilizzare il seme, molto più semplice nella gestione e capace di assicurare i suoi frutti molto più rapidamente. Attenetevi scrupolosamente a quelle che sono le direttive riguardo alla temperatura e alla quantità di acqua necessaria, altrimenti sarà difficile vedere il frutto del proprio lavoro.

La stagione migliore per coltivare la lavanda

Essendo una pianta che cresce nell’area del Mediterraneo, richiede generalmente un clima mite e teme le gelate invernali tipiche di alcune zone. Per questo motivo tende a fiorire in autunno ma soprattutto in primavera, dando vita a quelle distese che caratterizzano ad esempio il sud della Francia e creano delle magiche cartoline.

Il consiglio è quello di piantare i semi qualche tempo prima, in modo che abbiano il tempo di attecchire e formare i primi fiori con l’avvento della bella stagione. È necessario munirsi di pazienza perché è possibile che inizialmente la pianta non sia subito rigogliosa, ma con il passare del tempo, se adeguatamente curata, questa aumenterà di volume fino a sbocciare in un tripudio di colore.

Individuare la zona migliore

Il primo passo da compiere è quindi quello di scegliere uno spazio idoneo all’interno del proprio giardino, che sia discretamente soleggiato, possibilmente non umido e ventilato in alcuni momenti dell’anno.

La condizione ottimale prevede che non ci siano altre piante nella zona circostante, in modo da non compromettere lo sviluppo e soprattutto usare tutti i principi nutritivi presenti all’interno della terra senza doverli dividere con altri esemplari. In questo modo nel tempo sarà possibile ottenere un vero e proprio campo di lavanda, da impiegare a seconda delle proprie necessità per creare saponi o graziosi sacchetti da riporre nei cassetti della biancheria, che sarà sempre profumata nonostante lo spazio chiuso.

Annaffiatura

Pianta di lavanda

Per permettere alla lavanda di svilupparsi è necessario annaffiarla con una certa regolarità, soprattutto nei periodi caldi, senza però abbondare troppo con la quantità di acqua. Si tratta infatti di una pianta che teme molto i ristagni di liquido e l’umidità, tendendo a marcire dall’interno. Il terreno, pertanto, deve essere in grado di drenare in maniera adeguata, impedendo al vegetale di soffrire e quindi di non svilupparsi per quelle che sono le sue potenzialità.

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