Afidi bianchi: cosa sono, i rischi per le piante e come eliminarli

Gli afidi bianchi sono degli insetti parassiti delle piante tra i più diffusi, e rappresentano alcuni dei patogeni principali per molte specie vegetali di tipo ornamentale ed agrario. Appartengono alla famiglia dei rincoti, e si caratterizzano per un corpo dalla forma ovale e molto minuto, con un’estensione media che varia tra i 2 e i 4 millimetri. Ne esistono oltre 4000 specie differenti, di cui poco più di un centinaio sono capaci di propagarsi tra le colture. Alcune di queste specie sono dotate di ali, grazie alle quali possono spostarsi per oltre dieci chilometri e propagarsi molto rapidamente tra le diverse colture, danneggiando molto gravemente l’attività agricola.

Questi piccoli animaletti possono infestare un gran numero di specie vegetali. Tendono a formarsi con grande incidenza su diverse varietà di piante ornamentali, ma possono riguardare anche diverse specie orticole destinate all’alimentazione umana. Si alimentano dei tessuti vegetali, causando gravi danneggiamenti alle piante colpite.

Proprio come gli afidi neri, anche gli afidi bianchi possiedono un apparato boccale particolarmente adatto a perforare la superficie di foglie, piccoli rami e germogli, che gli consente di alimentarsi della linfa delle piante limitando la diffusione dei nutrienti nei vari tessuti. Un attacco di questi insetti patogeni può causare una crescita poco armonica ed equilibrata del pianta, necrosi dei tessuti e una limitata produzione di fiori e frutti.

afidi bianchi

Infestazione da afidi bianchi: quali rischi comporta per le piante?

Un’infestazione causata dagli afidi bianchi, anche detti pidocchi delle piante, deve essere presa molto sul serio se si vogliono evitare le conseguenze peggiori per le coltivazioni. È importante, nel caso si dovesse notare la loro presenza, intervenire prontamente onde evitare una loro eccessiva espansione.

Le piante infestate possono andare incontro a rischi molto gravi, in grado di pregiudicare gravemente la salute e lo sviluppo della pianta, e talvolta può comportare anche conseguenze fatali. Una pianta colpita da una colonia di questi piccoli insetti presenta tessuti gravemente danneggiati, che possono perdere la loro funzionalità.

Un chiaro segno della loro presenza è l’osservazione di foglie dai margini non lineari e lisci, secche e ingiallite, che presentino dei buchi lungo la lamina fogliare o delle colorazioni marroni o nerastre sullo strato superficiale. Se la foglia è danneggiata eccessivamente perde la capacità di partecipare all’essenziale processo della fotosintesi clorofilliana, un processo essenziale per il nutrimento delle specie vegetali. Se il numero di foglie colpite gravemente dall’infestazione dovesse essere molto ampio, la pianta potrebbe perdere la capacità di alimentarsi, comportando inevitabilmente la morte della pianta.

Anche la caduta o l’annerimento dei petali dei fiori sono un sintomo spesso associato alla presenza di afidi. Molto spesso un’infestazione di afidi causa una scarsa circolazione di linfa alle infiorescenze, limitando in maniera molto marcata il numero di fiori presenti sulla pianta.

Nei casi più gravi, gli afidi possono arrivare a causare la necrosi dei tessuti vegetali. Altro grave conseguenza della presenza di afidi sulle piante coltivate è la produzione della melata. Si tratta di una sostanza zuccherina, prodotta dal metabolismo di questi piccoli animaletti. Questa sostanza viene rilasciata lungo la superficie di tutta la pianta, e può costituire una matrice alimentare molto utile ad altre specie patogene per vegetali, in particolar modo muffe e funghi. Ecco perché è importante rimuovere gli strati superficiali di questa sostanza, prima che possano attecchire altre specie a peggiorare ulteriormente la situazione.

Come combattere un’infestazione da afidi bianchi?

afidi bianchi cosa sono e come combatterli

Liberarsi degli afidi bianchi può essere molto difficile, ma esistono diversi metodi molto efficaci per contrastare la loro diffusione.

In agricoltura, in genere, si tende a propendere per l’utilizzo di prodotti sintetici (quelli comunemente e impropriamente chiamati “prodotti chimici”). Esistono sul mercato insetticidi appositamente prodotti, realizzati con sostanze molto efficaci nel contrastare la diffusione di questi insetti patogeni.

Nel caso dell’agricoltura biologica, o semplicemente se si preferisce evitare l’impiego di sostanze sintetizzate in laboratorio, si può pensare di adoperare i predatori naturali. Le coccinelle si nutrono di afidi adulti, e sono una soluzione economica e anche poco fastidiosa per l’agricoltura. Si può anche decidere di propendere per le vespe, che depone fino le uova all’interno delle larve degli afidi, in modo da scongiurare il propagarsi di un’ulteriore generazione di questi fastidiosissimi insetti.