Coda di cavallo: caratteristiche e come coltivare questa pianta

La coda di cavallo (Equisetum o Equiseto) si presenta come una pianta con doppio gambo. Uno lungo sterile e l’altro più corto e fertile.

È una pianta con molteplici proprietà terapeutiche, si tratta quindi di una pianta officinale, come basilico, menta e salvia. L’Equiseto ha effetti purificanti ed è davvero ottima per la pelle. Ha inoltre proprietà antisettiche, antinfiammatorie e antinvecchiamento.

Caratteristiche e provenienza

Questa pianta fiorisce ovunque riesca, in acqua o in terra. Cresce in Asia, Nord America, nord Africa ed Europa, in generale nell’emisfero del nord. È una pianta preistorica, che esisteva e veniva usata già nell’antichità.

La crescita di questa pianta si divide in due fasi: in primavera tocca al gambo corto e fertile fino a quando secca, lasciando il palcoscenico al gambo più lungo e sterile durante l’estate. Sarà questo gambo che verrà raccolto per beneficiare delle sue proprietà.

L’Equiseto contiene vari minerali come alluminio, manganese, potassio e silicio, ma anche da fitonutrienti come saponine, acido fenolico, alcaloidi, tannini eccetera.

Come si coltiva

Nonostante i luoghi parzialmente ombreggiati vadano bene, la pianta preferisce quelli luminosi e soleggiati a lungo durante la giornata. Tollera bene l’inverno, ma non ama i venti freddi. Se la si vuole coltivare in appartamento è necessario posizionarla dove c’è tanta luce e il vaso deve avere tanta acqua.

Il terreno ideale è argilla soffice da mantenere più umida possibile e con un pH non troppo acido. È comunque in grado di crescere anche nei terreni incolti. Esige molta acqua, pertanto servono annaffiature regolari e abbondanti. Lasciare acqua nel sottovaso è un trucco per riuscire a mantenere l’umidità del terreno costante.

Non richiede fertilizzanti, ma è bene almeno una volta l’anno concimarla con specifici concimi per piante acquatiche, prima della ripresa vegetativa, in modo da rafforzare la ricrescita.

Si propaga mediante spore (cellule riproduttive) in quanto non produce semi. Rilasciate sul terreno, una volta mature si liberano dell’involucro che le copre e germinano come i semi, diventando nuove piante. La messa a dimora può essere fatta in tutto l’arco dell’anno, ma primavera e autunno sono i periodi migliori. Posti in buche profonde, i rizomi produrranno nuove piante.

Questa pianta non va potata, ma alla ripresa vegetativa i cespugli vanno comunque puliti, recidendo alla base gli steli vecchi e quelli danneggiati.

Inoltre è bene sapere che si tratta di una pianta molto resistente e non subisce attacchi da parte di afidi e cocciniglia o mal bianco.

Come si utilizza

Equiseto in campo verde

Il consumo di questa pianta può avvenire in due modi: esterno, applicando il suo estratto nei punti interessati, oppure interno, con decotti, infusioni e tè.

Nell’epoca romana venivano sfruttate le sue proprietà cicatrizzanti. Infatti, grazie ad essa le persone ferite avevano più possibilità di non morire dissanguate, prevenendo l’anemia e i livelli bassi di ferro dovuti al sanguinamento. Dà inoltre un importante contributo al tessuto osseo, coadiuvando l’immagazzinamento di calcio.

È un ottimo purificante grazie al suo alto contenuto di Sali minerali, e può aumentare sino al 30% la secrezione di urina risolvendo problemi di ritenzione idrica. È inoltre un ottimo supporto per il sistema immunitario, grazie alle sue proprietà antibatteriche.

Se si soffre di problemi che possono causare infiammazioni, usare l’estratto di Equiseto può aiutare l’organismo. I benefici di questa pianta si vedono anche a livello estetico, perché aiuta a sgonfiare grazie alle sue proprietà diuretiche e ad eliminare gli inestetismi della cellulite. I capelli risulteranno molto più forti, diminuendo la tendenza alla caduta, e anche le unghie deboli risulteranno rinforzate. È molto efficace anche per i sintomi della pelle, aiutando a combattere acne, eczemi e dermatiti.

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