Come coltivare la salvia? Tutte le indicazioni per questa pianta aromatica

Non si può non avere una pianta di salvia sul proprio terrazzo. Questa pianta aromatica è infatti particolarmente utilizzata in numerose ricette culinarie molto apprezzate; inoltre può aiutare le donne a ridurre i dolori del ciclo oltre a presentare proprietà antisettica e disinfettante, essendo una pianta officinale. La salvia è perfetta per preparare tisane e decotti in quanto favorisce la digestione.

Quali sono le caratteristiche della salvia?

Pianta di salvia rigogliosa

La salvia è una pianta aromatica che appartiene alla famiglia delle lamiacee ed è caratterizzata da foglie dalla forma ovale allungata ricoperte da un sottile strato di peluria.

Può raggiungere circa mezzo metro di altezza e costituire un piccolo cespuglio sempreverde. Durante il periodo estivo spuntano delle spighe, i cui fiori possono essere lilla o viola.

Esistono vari tipi di piante di salvia tra cui scegliere e alcune di esse presentano anche dei colori particolari che permettono di abbellire l’ambiente in cui viene coltivata.

Quali sono i principali consigli per coltivare la salvia?

Questa pianta di origine mediterranea non deve essere coltivata in zone in ombra in quanto predilige il caldo e l’esposizione diretta ai raggi solari, proprio come il basilico.

Nonostante sia resistente al gelo mal sopporta periodi prolungati di temperature eccessivamente basse. Durante la stagione invernale è fondamentale proteggere la pianta con pacciamatura di paglia in modo tale da coprire le radici.

Per quanto riguarda il terreno la salvia si adatta a molteplici tipologie di terriccio ad eccezione delle terre compatte e argillose o che possono causare ristagni idrici. Se si vuole coltivare al meglio questa pianta aromatica si consiglia un substrato calcareo.

Altro fattore importante interessa la sua concimazione: poiché la salvia ha un ottimo fabbisogno di azoto è necessario utilizzare annualmente del compost o stallatico in pellet per favorire la produzione di foglie.

Ricorda però che troppi concimi e fertilizzanti possono alterare il sapore di questa erba aromatica.

Quante volte si deve potare la salvia?

Per consentire la sana crescita di questa pianta aromatica è consigliabile intervenire con potature con una cesoia affilata due volte all’anno. La prima potatura della salvia deve avvenire agli inizi della stagione primaverile in modo da eliminare rami e foglie, mentre la seconda deve essere svolta al termine della fioritura rimuovendo la maggior parte dei rami così da garantire un arbusto sano e produttivo.

Gli insetti e le malattie che possono attaccare la salvia

Foglie di salvia con macchie bianche

Nonostante la salvia sia una pianta sempreverde particolarmente resistente agli agenti esterni, esistono degli insetti e delle malattie che possono ostacolare la sana crescita di quest’erba.

Gli afidi e la cicalina costituiscono la principale minaccia di questa erba aromatica e si consiglia di usare quasi esclusivamente il macerato di ortica oppure il sapone di Marsiglia. Ciò è legato fondamentalmente alle controindicazioni ecologiche degli insetticidi, inclusi quelli biologici come il piretro.

Inoltre, è necessario osservare lo sviluppo della pianta dopo l’utilizzo di questi prodotti ed evitarne l’uso nelle ricette in cucina.

Il mal bianco, noto anche come oidio della salvia, è la malattia più comune di questa pianta aromatica riconoscibile a causa delle macchie bianche e dalla consistenza farinosa che si possono facilmente notare sulle foglie. Infatti la salvia può essere attaccata da infezioni di origine fungina.

Per aggirare la comparsa di questa problematica si devono controllare periodicamente le caratteristiche del terriccio e gestire le potature così da evitare la formazione di ristagni idrici.

Eventualmente è possibile utilizzare il bicarbonato di sodio come rimedio contro il mal bianco, ma ciò comporta il rischio di una variazione del pH del suolo: si consiglia dunque un uso moderato. Sostituto altrettanto valido del bicarbonato di sodio è rappresentato dallo zolfo.

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