Coltivazione piante officinali: quali sono e le cose da sapere

Coltivare piante officinali nel balcone di casa, nell’orto o in pieno campo per pura passione o business può rivelarsi produttivo e assai vantaggioso. Il settore è in crescita per via del continuo interesse delle persone verso uno stile di vita salutista e una dieta più equilibrata. Ecco quindi tutto ciò che devi sapere per coltivare piante officinali, sia che tu sia già pratico di coltivazione per esempio di fiori come le rose, i tulipani, i girasoli, sia che abbia un orto con pomodori, zucche e altri ortaggi, sia che sia proprio alle prime armi.

Cosa si intende per piante officinali?

La legge del 6 gennaio 1931 n. 99 definisce officinali tutte quelle piante (tra cui anche quelle aromatiche e d’essenza) contenenti sostanze e principi attivi utili ai fini curativi, terapeutici o in grado di regalare benessere e sollievo all’organismo. Entrate a pieno titolo nella legislatura italiana ma ben note fin dall’antichità, le piante officinali subiscono accurate lavorazioni in laboratorio, come essiccazione, distillazione e macerazione prima di poter essere immesse sul mercato e utilizzate. Il primo trattamento non è obbligatorio, ma contribuisce a una migliore conservazione dell’erba e dei principi attivi anche dopo diversi mesi dalla raccolta.

Fanno parte della categoria anche le erbe utilizzate dall’industria alimentare per la produzione di coloranti, addensanti e gomme, nonché tutte quelle specie che, pur essendo impiegate in ambito alimentare, si rivelano un toccasana per l’organismo. Un esempio valido è il carciofo che, utilizzato ampiamente in cucina per preparazioni salate o come accompagnamento a secondi piatti, diventa un’ottima tisana depurativa per migliorare le funzionalità del fegato.

Carciofo

Quali sono le principali piante officinali?

Le maggiori piante officinali sono:

  • Liquirizia. La radice favorisce la digestione e ha azione regolatrice della pressione sanguigna. Impiegata da Ippocrate per disinfettare l’apparato respiratorio, libera i bronchi e dalla tosse insistente.
  • Camomilla. Semplice da coltivare è un buon sedativo. Combatte l’ansia, l’insonnia ed è un ottimo ingrediente per la produzione di oli essenziali e cosmetici.
  • Lavanda. Potente disinfettante, fa bene all’apparato respiratorio. Profuma e colora gli ambienti.
  • Timo. Non teme il clima o l’aridità del terreno. Dalle proprietà balsamiche, antisettiche e olfattive è usato in cucina per aromatizzare le pietanze.
  • Zenzero. Ottimo antiossidante e fonte inesauribile di vitamine, predilige il clima mite italiano. Sotto forma di tisana è utile per l’attenuazione dei sintomi del raffreddore e della tosse.
  • Basilico. Da coltivare in vaso o nell’orto, è perfetto per trattare la bronchite e l’artrite, oltre che per profumare e insaporire i piatti di pasta.

Le piante officinali citate sono solo le più importanti, ma ne esistono molte altre tra cui: lo Zafferano, il Rabarbaro, l’Aglio, l’Echinacea angustifolia, il già citato Carciofo, l’Anice, la Cipolla, la Passiflora incarnata, il Mirtillo Nero, il Ginkgo, la Vite Rossa, il Finocchio Selvatico, il Cardo Mariano, l’Assenzio romano, il Rosmarino, l’Origano, la Valeriana.

Zenzero
Zenzero

Come coltivare le piante officinali

La maggior parte delle piante officinali predilige il clima mite della nostra Penisola. Per ridurre i costi di produzione, tuttavia, è importante conoscerne le caratteristiche biologiche ed ecologiche. Ciò significa che una pianta coltivata nella sua terra d’origine richiederà meno attenzioni da un punto di vista di concimazioni e antiparassitari. Ricordati che ogni pianta ha il periodo giusto per essere coltivata.

Se intendi avviare un’azienda agricola scegli quindi il terreno adatto per un determinato gruppo di erbe officinali e per cominciare soffermati solo sulla produzione e la raccolta, vendendo il ricavato ad altre aziende consolidate che provvederanno alla selezione delle migliori piantine e quindi alla trasformazione finale. Prima di proiettarti verso grandi progetti imprenditoriali, affermati come esperto agricolo. Ricorda che ci vuole tempo, costanza, impegno e qualche importante investimento iniziale.

Avendo un terreno adatto, non ti rimane che ordinare le piantine presso un vivaio di fiducia e se l’esperienza ancora è troppo poca, orientati principalmente sui trapianti autunnali, una soluzione ottimale se non disponi di un impianto di irrigazione professionale o particolarmente efficiente.

Se pensi di far diventare questa attività una professione, sappi che non sono necessari permessi particolari, ma vale la pena informarti sulla possibilità di ottenere incentivi o aiuti regionali e statali. Tuttavia, in base al campo di utilizzo della pianta le cose cambiano e entrano in gioco le diverse autorizzazioni a seconda se produci alimenti, cosmetici, integratori o farmaci.

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