Quando potare il gelsomino: le cose da sapere

Il gelsomino è una delle piante rampicanti più belle che esistano. Proprio perché si tratta di una pianta rampicante e a crescita veloce, anche se è resistente al caldo necessita di cure e di attenzioni costanti, soprattutto per quanto riguarda la sua potatura.

Se desiderate sapere di più sulla potatura del gelsomino, su quando è necessario compierla e come, e su quali sono gli attrezzi principali, in questo articolo risponderemo a queste domande.

Cose da sapere sul gelsomino

Pianta di gelsomino con fiori bianchi

Per conoscere in che modo deve essere effettuata la potatura del gelsomino è necessario parlare delle sue caratteristiche. Il gelsomino è una pianta a carattere arbustivo o rampicante derivante dall’Oriente e dal Sud Europa.

Questa specie raccoglie tantissime varietà, ma la più comune è, senza dubbio, quella dai fiori bianchi: in ogni caso, tutte necessitano di una potatura ottimale.

Il motivo è legato al fatto che il gelsomino può arrivare a raggiungere anche i tre metri di altezza: dunque, non si tratta solo di una soluzione per le condizioni di crescita della pianta, ma anche di estetica.

Come potare il gelsomino

La potatura del gelsomino cambia a seconda della fase di vita della pianta stessa: ad esempio, nei suoi primi tre anni di vita, il gelsomino deve essere potato tagliando di circa due terzi i ramicelli presenti alla base. Questa tipologia di taglio è nota con il nome di taglio di formazione, e ha l’obiettivo di aumentare la quantità di rami presenti nella parte bassa della pianta.

Negli anni successivi, potrete procedere con la potatura dei rami disposti nella parte medio-bassa della pianta. Infine, dopo i primi cinque o sei anni, potrete occuparvi della potatura delle parti secche o dei rami danneggiati.

Naturalmente, è bene ricordare che la pianta del gelsomino necessita di una vera e propria diramazione dei rami che si trovano alla sua base, e non solo di un accorciamento.

Inoltre, c’è un’importante distinzione da fare tra le specie perenni e quelle nudiflorum e primulium. Nel primo caso, per garantire una corretta potatura, è bene tagliare i rami che si trovano a pochi centimetri di distanza dalla base. Con i gelsomini perenni, invece, è necessario potare i rami di circa due/terzi.

Ma prestiamo attenzione a tutte le altre specie di gelsomino, in cui per “potatura” si intende solo la rimozione del rami secchi o maggiormente danneggiati.

Quando potare il gelsomino

Pianta di gelsomino con fiori blu

Il periodo maggiormente consigliato per effettuare la potatura di formazione del gelsomino è la primavera, e lo stesso vale per la potatura di ringiovanimento. Anche in questo caso, però, è bene effettuare una distinzione tra le specie di gelsomino che hanno la capacità di fiorire sui rami vecchi e quelle che fioriscono sui rami nuovi. Nel primo caso, è consigliabile potare un po’ di tempo prima della fioritura (circa due settimane); nel secondo, invece, è bene aspettare il termine dell’inverno.

Un altro dettaglio a cui prestare attenzione è il clima. Se abitate in ambienti con un clima molto rigido è consigliabile ritardare di qualche settimana la potatura. Il freddo, infatti, potrebbe compromettere la salute del gelsomino, portando alla formazione del ghiaccio all’interno delle sue ferite, causate dalla potatura.

Gelsomino: gli attrezzi utili per la potatura

Tra gli attrezzi più utili per potare un gelsomino, abbiamo:

  • le cesoie, possibilmente dotate di lame ben affilate, per procedere con tagli netti e precisi ed evitare ferite nella pianta;
  • i guanti, che hanno l’obiettivo di proteggere le mani durante tutta l’operazione, come abbiamo già visto anche per il limone o il melo.

Naturalmente, è necessario che tutti gli attrezzi siano sterili e puliti, come abbiamo visto nelle indicazioni generali per potare qualsiasi pianta, ed è consigliabile utilizzare un disinfettante per eliminare i batteri. Infatti, una corretta cicatrizzazione delle ferite del gelsomino in seguito alla potatura è necessario affinché non si sviluppino malattie, che possono danneggiare gravemente la pianta e la sua salute.

Ricordiamo anche che ogni taglio di potatura deve essere eseguito in maniera obliqua, al fine di impedire all’acqua piovana di ristagnare e facilitare la proliferazione dei batteri sui tagli.

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