Coltivazione della patata americana: tutte le cose da sapere

La coltivazione delle patate americane è sempre più diffusa nel mondo, in primo luogo per le proprietà organolettiche dell’ortaggio, ma anche per la facilità con cui si possono coltivare, per il ridotto consumo di acqua rispetto ad altre colture e per la richiesta da parte dei consumatori in continuo aumento. Vediamo come coltivarle in modo accurato, scoprendo inoltre altre informazioni utili e generali relative a questo importante e prezioso prodotto ortofrutticolo.

patate americane coltivate

Storia della patata americana

L’Ipomoea batatas anche detta patata dolce (il gusto è molto più dolce di quello di una classica patata), o più comunemente patata americana, nasce in Messico più di 5000 anni fa, diffondendosi in modo graduale in tutto il mondo, soprattutto grazie alle scoperte geografiche e al commercio. Tutto ciò ha portato questo ortaggio ad essere uno degli alimenti definiti di base, ovvero un cibo che costituisce il nutrimento principale di un elevatissimo numero di persone, appartenenti alle zone del globo definite tropicali e mediterranee, e in cui la sua coltivazione per via di fattori atmosferici è molto favorita.

Come piantare, curare e cogliere le patate americane

coltivazione patata americana

La loro coltivazione è semplice, ma richiede sicuramente attenzione soprattutto nelle fasi più delicate che comprendono la scelta del tubero o talea da propagare, del terreno, del clima più adatto e delle cure necessarie durante la maturazione.

Per quanto riguarda la semina, è necessario sapere che le sue radici possono scendere ampiamente lungo il terreno, mentre il fusto si può espandere fino a quattro metri di lunghezza in più direzioni, di conseguenza è consigliato lasciare almeno cinquanta centimetri di spazio tra un tubero e l’altro, preparando il terreno con gli strumenti adatti, ovvero scavando per almeno venti centimetri di profondità.

La temperatura non deve essere mai inferiore ai 15 gradi, per questo e per evitare gelate tardive, è consigliato iniziare la semina nei mesi primaverili, ma sempre tenendo conto dell’area geografica in cui ti trovi e delle specifiche temperature che possono variare indipendentemente dal mese e periodo.

Durante la loro crescita bisogna fare attenzione a tenere il campo pulito, questo perché piante infestanti possono danneggiare il loro sviluppo, sottraendogli importanti nutrienti che vanno a incidere negativamente sulla resa finale. Inoltre non richiedono una eccessiva quantità di acqua, ma quest’ultima può aiutare le piante a generare patate molto più grandi rispetto a quando non vengono innaffiate, di conseguenza è consigliato irrigare il campo nei periodi più caldi.

La concimazione non è essenziale, soprattutto nel caso che la porzione di terreno scelta, sia stata utilizzata in passato per la coltivazione di altri ortaggi o piante in generale. In ogni caso si può usare uno dei tanti concimi presenti sul mercato, senza naturalmente eccedere con il loro utilizzo e zappettando il terreno in prossimità del fusto, per far entrare tutti i nutrimenti in profondità, fino alle radici.

Il periodo di raccolta varia in base alla tipologia di tubero piantato e scelto, ma in generale viene effettuata circa cinque o sei mesi dopo la semina. Un indizio di buona maturazione è dato dalla colorazione tendente al giallo delle foglie. Particolare attenzione deve essere data alla fase di raccolta e di scoperchiamento del terreno, in quanto si rischia di danneggiare il frutto se non viene effettuata in modo preciso con la zappa o con il rastrello.

Proprietà dell’alimento, conservazioni e conclusioni

La patata dolce è un alimento che si conserva per un lungo periodo di tempo, se posto lontano da fonti di luce e in un ambiente secco, inoltre è ricchissimo di pregiate sostanze nutritive, a partire da fibre e antiossidanti che consentono al corpo di tenere sotto controllo il colesterolo in eccesso.

Risulta essere utile anche per quanto riguarda l’apporto di sali minerali e vitamine, in più la sua coltivazione ha un bassissimo impatto negativo sull’ambiente e recenti studi hanno dimostrato come un aumento di questa specifica coltura, per via delle calorie date per porzione, potrebbe aiutare a combattere efficacemente la fame nel mondo.