Coltivazione rabarbaro: dove si può fare e le indicazioni da seguire

La pianta del rabarbaro è una pianta dai mille usi diffusa un po’ in tutta Europa. Del Rabarbaro si usa la radice, lunga e a fittone, da cui si ricavano molti prodotti alimentari di vario tipo e che ha un sapore piuttosto tendente all’amaro, le foglie, la pianta vera e propria, anch’esse con molti usi alimentari e con un sapore leggermente diverso da quello tipico della radice. Un po’ come abbiamo visto per le cime di rapa: non si spreca niente.

Avendo delle belle foglie di grandi dimensioni e un bel fiore, viene comunque anche usata a scopo ornamentale in giardini e orti. Una pianta molto particolare e dai mille usi quindi il rabarbaro, vediamo in questa breve guida come coltivarla e ricavarne tutte le potenzialità.

come coltivare il rabarbaro

Dove si coltiva il rabarbaro

Come per tutte le piante è sempre bene partire dal capire quali siano le peculiari esigenze climatiche del rabarbaro e capire quindi le zone più adatte alla coltivazione. Il rabarbaro è, come abbiamo già detto, una pianta diffusa un po’ in tutta Europa, questo perchè pur non amando il caldo si adatta tendenzialmente bene alle fasce climatiche temperate e anche in montagna e, per venire al succo, in Italia è si adatta benissimo.

Non amando il caldo, nelle regioni italiane del centro-sud è bene piantarlo in zone un po’ ombreggiate, per il resto resiste molto bene al clima invernale. Per quanto riguarda il terreno, il rabarbaro non ha esigenze particolari, ma vi consigliamo di concimare bene quando lo piantate e impedire in tutti i modi che l’acqua ristagni dove lo piantate.

Una cosa invece che sconsigliamo è di coltivare il rabarbaro in vaso, questo a causa della grande radice a fittone che possiede e alla problematica del ristagno d’acqua che in vaso è più difficile da gestire senza terricci drenanti.

La coltivazione del rabarbaro

rabarbaro coltivato

Come quasi tutte le piante da orto anche il rabarbaro può essere coltivato partendo dalla semina o dalle piantine già cresciute. Nel caso della coltivazione con la semina vi consigliamo di seminare in un vasetto il rabarbaro nel periodo attorno a marzo in modo da avere la possibilità di trapiantare la piantina nell’orto verso aprile o maggio massimo.

Queste sono indicazioni di massima, poiché abbiamo già detto che il rabarbaro si adatta abbastanza facilmente, resta fortemente sconsigliata la semina e il trapianto nei periodi troppo caldi. Nel caso vogliate invece iniziare a coltivarlo partendo da piantine già cresciute, la questione resta la stessa: trapiantatelo nel terreno tra aprile e maggio, ricordando di annaffiare e concimare per bene.

Abbiamo detto in apertura che il rabarbaro è una pianta dalle foglie imponenti, per questo è bene piantarlo con una distanza di almeno un metro tra una piantina e l’altra e due metri tra una fila e l’altra, in modo da lasciare il giusto spazio vitale a ciascun elemento della piantagione.

Il fatto di possedere grosse foglie offre un vantaggio importante al coltivatore del rabarbaro, oltre ad offrire una bella resa e presenza estetica: le grandi foglie crescono in fretta e, ombreggiando il terreno immediatamente circostante, limitano la crescita delle erbe infestanti e di conseguenza il lavoro del coltivatore per rimuoverle. Questo lavoro di disinfestazione dalle erbe malevole va quindi fatto soprattutto all’inizio della coltivazione, quando le piante di rabarbaro sono ancora esili.

L’irrigazione del rabarbaro

L’abbiamo già detto, è importante evitare i ristagni d’acqua. Il rabarbaro va innaffiato regolarmente nella prima fase di vita delle piante, ma quando la pianta è cresciuta, si è assestata nel terreno e il suo lungo fittone è ormai cresciuto, consigliamo di irrigare il rabarbaro solo quando il clima è secco e il terreno troppo arido; troppa acqua farebbe marcire la radice.

Speriamo con questa seppur breve guida di avervi fornito un’idea generale e qualche consiglio importante per coltivare la stupenda pianta del rabarbaro.