Quando potare il Ficus benjamina nei vari periodi di vita della pianta

Ai meno avvezzi al pollice verde, il Ficus benjamina non rievocherà alcuna immagine. Tuttavia probabilmente ne avranno vista almeno una decina nella loro vita senza nemmeno esserne consapevoli.

È possibile trovare un Ficus benjamina in molte delle nostre case o addirittura negli uffici, dato che assume una ormai riconosciuta funzione decorativa. Possiamo affermare con certezza che sia una tra le piante di arredamento più conosciute ed apprezzate.

Il Ficus benjamina è una pianta sempre verde che appartiene alla comune pianta del fico e proviene solitamente dall’Asia e dall’Africa (in genere dalle zone tropicali). Inoltre, è una pianta che necessita di una buona luminosità senza essere esposta ai raggi solari diretti.

Nel suo habitat naturale può arrivare a toccare anche i trenta metri di altezza. Ma non temete: i Ficus benjamina coltivati nei vasi delle vostre case arriveranno massimo ai due metri.

ficus benjamina in vaso

Potatura del Ficus Benjamina

La potatura, che ricordiamo essere una procedura di parziale taglio dei rami effettuata anche per eliminare le parti più datate e ammalate della piante, ha nel Ficus benjamina delle finalità oltre che estetiche anche pratiche. Va precisato infatti che pur avendo spesso una funzione meramente estetica la potatura di una pianta ornamentale come questa non deve alterarne drasticamente la forma, che va lasciata libera di crescere in modo naturale.

La cosa migliore è potare il Ficus benjamina verso la fine dell’inverno o durante i mesi primaverili, controllandone così il volume o rimuovendo i rami secchi. Sicuramente bisogna evitare di potare nei periodi di crescita o di gemmazione.

Nei primi due – tre anni, la potatura va fatta tra febbraio e marzo, o al limite ad aprile, cioè quando la pianta si appresta a vivere una nuova stagione vegetativa. Lo scopo è appunto quello di dare alla pianta la forma del suo scheletro in funzione della sua crescita naturale (cosiddetta potatura di formazione).

Per potare una qualsiasi pianta, bisogna in generale prima di tutto capire quali sono i rami che formano la sua struttura principale e bisogna stare attenti a non tagliarli, perché si rischierebbe di compromettere drammaticamente la sua crescita.

Superati i primi anni gli interventi di potatura hanno il mero obiettivo di rendere più snella la pianta e di tenerla in salute rimuovendo i rami secchi vecchi e malati che si dirigono verso l’esterno della chioma. In questo caso si sta effettuando quella che viene comunemente chiamata potatura di mantenimento. La frequenza con la quale deve essere effettuata varia a seconda della velocità di crescita della pianta e ovviamente dello spazio che si ha a disposizione e di quanto si vuole limitarne la crescita. È comunque buona norma non asportare una percentuale maggiore del trenta per cento del suo volume.

Pianta di Ficus benjamina

I primi anni di questa pianta, ma di tutte in realtà, la crescita è più veloce, dunque è consigliabile effettuare minimo una potatura all’anno. Inoltre, sempre i primi anni, si dovrà anche effettuare la cimatura, ossia una procedura consistente nel taglio dei rami principali in modo da stimolare la pianta a produrre un gran numero di rami laterali, migliorando anche l’aspetto estetico.

Successivamente si può procedere una volta ogni due anni, valutando anche in base alla propria esperienza, alle proprie esigenze e alle caratteristiche della vostra pianta. Ad esempio, nel caso in cui un Ficus benjamin adulto dovesse apparire sano e in forze, senza vistosi problemi, si può valutare di posticipare la potatura.

Una particolarità del Ficus benjamina è che non cresce solo la chioma, ma possono crescere anche le radici, e qualora dovessero risultare troppo ingombranti rispetto al vaso in cui sono inserite si dovrà necessariamente effettuare una leggera potatura della radice. Alternativamente si potrebbe valutare di cambiare vaso, spostandola in un vaso più capiente.

Le regole da seguire per la potatura sono quelle che abbiamo visto per tutte le piante, come gelsomino, limone, pesco e albicocco: forbici sterilizzate per non far ammalare l’albero e attenzione che le forbici siano ben affilate, altrimenti rischierete di strappare i rami.