Come potare il pesco? La procedura, il periodo giusto e i motivi per cui si fa

Nel vostro giardino o orticello avete un albero di pesco di cui non sapete come prendervi cura? Ecco una guida che vi spiegherà come potare e prendervi cura del vostro pesco per renderla rigogliosa e carica di frutti. Abbiamo già visto come e quando potare altri alberi da frutto come il melo, l’albicocco, il limone, ora faremo la stessa analisi per il pesco.

Perché potare il pesco?

Albero di pesco con i suoi frutti

Il pesco è una pianta che, se non curata adeguatamente, può raggiungere grandi dimensioni e, di conseguenza, occupare molto spazio. Per questo potarlo può portare grandi vantaggi non solo alla pianta, ma anche a chi lo vuole coltivare.

Il pesco, se potato regolarmente, mantiene le dimensioni del fusto medio-piccole e un’altezza compresa tra i 3 e i 5 metri. Le potature portano grandi vantaggi alla pianta che, privata di circa il 50% dei suoi rami, può alimentare i rami rimanenti con maggiore linfa.

Inoltre attraverso la potatura si possono eliminare i polloni e i succhioni: rami che non possono produrre frutti e che, semplicemente, tolgono energie alla pianta. L’operazione però è abbastanza complessa quindi bisogna conoscere abbastanza bene i trucchi del mestiere.

Come potare il pesco

Vi sono molte varietà di pesco e la potatura può variare a seconda della pianta. Per i peschi della tipologia “nettarine” e “percoche” i frutti sono prodotti principalmente sui rami lunghi oppure sui brindilli (rami sottili e lunghi di circa un anno di età) con lunghezza compresa tra i 10 e 20 cm.

Quando la pianta è ancora piccola si consiglia di attuare, per i primi tre anni, una potatura di allevamento in vaso. In questo modo si andrà a creare lo scheletro della pianta. Grazie alla sua forma e alle sue dimensioni essa non necessita di un sistema di tutoraggio. Il pesco, inoltre, è sensibile all’ombreggiatura, quindi è molto importante posizionarlo in un luogo ben soleggiato.

Oltre ai vari passaggi e consigli per la potatura degli alberi in generale, ecco alcuni criteri da tenere a mente quando si decide di potare un pesco.

  • Mantenere la forma voluta. Quando si pota un pesco i rami possono essere tagliati del tutto o semplicemente accorciati a seconda delle necessità. Dove vi sono degli spazi vuoti sarà necessario stimolare la crescita in quel punto attraverso una speronatura (ovvero l’accorciamento di un ramo a solo due o tre gemme). Dove invece vi è più affollamento di rami allora basta eliminare i rami troppo vicini tagliandoli direttamente dalla base.
  • Permettere una buona produzione di frutti. La produzione delle pesche deve essere equilibrata alle potenzialità della pianta. Per farlo bisogna scegliere quali rami misti tenere e quali eliminare tenendo conto che, solitamente, i migliori sono quelli giovani che non crescono verso l’interno della chioma. In questo modo si avranno meno pesche, ma di una qualità migliore e di maggiori dimensioni.
  • Mantenere le dimensioni volute. Per mantenere la forma voluta basta fare di raccorciamenti. Questi possono essere attuati senza compromettere la produzione della pianta infatti si va ad eliminare la gemme vegetativa mentre rimangono due gemme a fiore per ogni nodo sulla lunghezza.
  • Eliminare rami malati e danneggiati. I rami secchi o malati e danneggiati non portano benefici alla pianta, infatti portano alla consumazione di energie che possono essere usate per produrre frutti migliori. Alcuni peschi possono contrarre malattie come la bolla del pesco, l’oidio o la monilia. In questo caso bisogna subito tagliare i rami danneggiati e bruciarli. Lasciarli sotto alla pianta permetterebbe alle spore di spostarsi e attaccarla nuovamente.

Quando potare il pesco?

Frutti del pesco

La prima potatura da attuare è quella invernale, che va ripetuta ogni anno. Altri piccoli interventi di potatura possono essere attuati invece durante la primavera o l’estate.

Se abitate in un clima mite allora la potatura può essere effettuata quando i rami sono a riposo dunque durante l’autunno, in questo periodo si può anche evitare l’emissione di gomma da tagli.

Se il clima invece prevede un inverno freddo allora è opportuno aspettarne la fine quando iniziano a schiudersi le gemme. Il diradamento dei frutti si attua invece verso maggio e serve per aumentare la pezzatura delle pesche.

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