Coltivare cipolle: tutte le cose da sapere per farlo bene

La cipolla è un ingrediente essenziale in cucina. Essa, infatti, è frequentemente utilizzata come condimento in numerosissime ricette, dalle più tradizionali della dieta mediterranea a quelle più ricercate. Per questa ragione, la coltivazione di cipolle è diventata un’attività sempre più diffusa. Oggi, è impensabile che, anche in un minuscolo orto allestito nel giardino della propria casa, possa mancare.

La pianta di cipolla ha un ciclo di sviluppo annuale, anche se in realtà dovrebbe essere biennale. Solitamente, però, si sceglie di non aspettare la sua fioritura. Abbiamo già visto come piantare le cipolle germogliate, oggi vedremo invece tutto ciò che c’è da sapere per la loro coltivazione.

cipolle coltivate

Le cose da sapere sulle cipolle per coltivarle al meglio

Le cipolle appartengono alla famiglia delle liliacee. In natura ne esistono di diverse varietà. Una delle caratteristiche principali che le rende diverse tra loro a livello visivo è sicuramente il colore, che può essere bianco, dorato o rosso. Inoltre, esse possono differenziarsi in base al periodo in cui vengono coltivate. Ci sono, infatti, cipolle invernali, primaverili o estive.

La coltivazione della cipollla

Per coltivare le cipolle non è necessario essere esperto in materia, infatti, è una cosa piuttosto semplice da fare. Il primo passo per una buona coltura consiste nella sarchiatura, che serve per eliminare le erbe infestanti che impediscono ai nostri bulbi di cipolla di svilupparsi correttamente.

Un altro step importante è la zappettatura, che deve avvenire più volte durante la coltivazione. Questo procedimento è utile per frantumare la crosta del terreno.

Per quanto concerne l’irrigazione, è dato per certo che i bulbi in questione non necessitino di tanta acqua. Solo quando la terra è secca allora diventa necessario innaffiarli, senza però mai esagerare, per non rischiare di farli marcire.

Le cipolle possono anche essere coltivate in vaso, però deve essere abbastanza grande da contenere più bulbi, solo in questo modo potrete ottenere una raccolta che sia in grado di ripagare tutte le vostre attenzioni.

raccolta cipolle

Come evitare problemi nella coltivazione

Le cipolle sono adatte a una coltivazione di tipo bio per la bassa presenza di parassiti riscontrata su di esse. Esiste, però, un insetto che potrebbe provocare gravi danni, parliamo di una particolare mosca. Per scongiurare questo problema si può ricorrere alla consociazione, in particolare quella tra cipolle e carote. Queste ultime, infatti, sembrano essere degli ottimi repellenti naturali. Per prevenire eventuali malattie, però, si dovrebbe evitare di coltivarle nei terreni, che in precedenza hanno ospitato altre piante liliacee (aglio, asparagi, etc.).

Alcune patologie legate alle cipolle possono essere evitate attraverso un efficace sistema drenante del terreno. La peronospora è conosciuta come una delle malattie più gravi in grado di colpire questi ortaggi. Essa si accanisce inizialmente sulle foglie, fino a rendendole secche, per poi raggiungere il bulbo e causarne la morte. Una soluzione a questo problema potrebbe essere il trattamento con rame.

Infine, un altro spiacevole imprevisto è che le cipolle possano andare a seme anticipatamente in conseguenza a un clima particolarmente sfavorevole.

Come avviene la raccolta delle cipolle

La raccolta delle cipolle avviene annualmente, in anticipo di un anno rispetto a quando dovrebbe avvenire la completa fioritura. Per velocizzare il processo, infatti, non si aspetta che esse montino a fiore.

Per capire quando è finalmente giunta l’ora di eseguire la raccolta, si fa riferimento innanzitutto alla canna, che dovrebbe piegarsi spontaneamente nel momento in cui il nostro ortaggio è pronto per essere portato sulle nostre tavole. Un altro segno a cui dovremmo prestare particolare attenzione è il colore dello stelo, che tende a diventare giallo.

Dato che il bulbo della cipolle è solo in parte interrato, per effettuare la raccolta basta tirare, senza nemmeno troppa difficoltà, per estrarre dal terreno l’intera pianta. È possibile comunque scegliere di non coglierle dopo un anno e di far fiorire le piante per poi ricavarne i semi.