Pianta di ornitogallo: descrizione, caratteristiche e come prendersene cura

Ornitogallo, ornitogalo o stella di Betlemme? La pianta comunemente chiamata ornitogallo possiede in realtà un altro nome, che è ornitògalo. Questa differenza è dovuta esclusivamente alla pronuncia, la sua versione più semplice è entrata ormai nel parlato. Esiste, però, un altro nome per questa pianta, che viene spesso chiamata stella di Betlemme. Questo nome deriva da una leggenda riguardo la nascita di Gesù, secondo la quale sarebbe apparsa una corona di dodici stelle, rappresentate poi dalla pianta dell’ornitogallo. Trattandosi di una pianta diffusa in molte aree del mondo, esistono altrettanti nomi con cui viene conosciuta e interessanti storie alla sua origine.

In Francia, ad esempio, viene chiamata signora delle ore undici. I fiori, infatti, sono particolarmente sensibili alla luce solare e si schiudono al mattino intorno alle undici. Un altro nome particolare con cui è spesso definita questa pianta è cresta di gallina, a causa della forma che assumono i fiori quando sono chiusi.

Quello che è importante sapere è che Ornitogallo non è semplicemente una pianta, ma un genere di piante, di cui conosciamo circa 200 specie. Se avete comprato una pianta di Ornitogallo, dovrete capire a quale specie appartiene, per prendervene cura al meglio e conoscerne le caratteristiche peculiari. Potreste vedere dei fiori bianchi, oppure gialli o ancora, tra le più belle, quelle con fiori arancioni, l’Ornnitogallo Dubium.

Ci sono comunque alcune caratteristiche comuni a tutte le specie, che ci permetteranno di descriverne alcuni tratti salienti.

Pianta di ornitogallo

Com’è fatto l’ornitogallo?

L’ornitogallo appartiene alla famiglia delle Liliacee, le quali comprendono anche cipolle e aglio. La pianta cresce tendenzialmente nei prati e raggiunge un’altezza compresa tra i 15 e i 30 cm. Si presenta come una pianta con erbe bulbose e fiori bianchi, gialli o arancioni, che si raggruppano a grappolo oppure in corimbo.

I fiori sono a alti circa 40 cm e solo in alcune specie particolari sbocciano isolati dagli altri. Le foglie possiedono una linea bianca che le percorre interamente dividendole a metà. L’aspetto e i colori dei fiori variano molto a seconda della varietà di ornitogallo. Vediamo quali sono.

Le varietà di ornitogallo

Si contano oltre duecento tipologie di ornitogallo al mondo. Quella più diffusa in Italia è l’Umbrellatum. Quest’ultimo è caratterizzato da fiori bianchi resi ancora più belli dal contrasto con le striature verde acceso.

Un’altra varietà particolarmente bella è il Nutans, diffuso in Asia ed Europa, che spicca per i suoi fiori argentati. Nel Nord Africa si trova l’Ornithogalum Arabicum con fiori bianco perlato e centro nero. Un’altra pianta originaria dell’Africa è il cosiddetto Cicerinci, che deve il suo nome al suono prodotto dallo sfregamento degli steli.

ornitogallo dubium
Ornitogallo Dubium dai fiori arancioni

Come prendersi cura dell’ornitogallo

L’ornitogallo può essere esposto sia direttamente al sole che crescere in zone più ombrose. L’importante è ripararlo da forti correnti di vento.

Particolare attenzione deve essere dedicata alla concimazione. Quest’ultima deve avvenire, infatti, in più fasi. È necessario fornire al terreno della pianta del concime a lento rilascio prima di seminare. In seguito, solo dopo la fioritura, è opportuno nutrire la pianta utilizzando un concime liquido. Durante questo periodo la pianta necessità anche di molta acqua, perciò l’irrigazione deve avvenire circa ogni due settimane, in base all’umidità del terreno.

Immediatamente dopo questo periodo l’irrigazione deve essere notevolmente diminuita, fino ad essere eliminata durante il periodo di riposo vegetativo. Eventuali ristagni d’acqua, infatti, espongono la pianta al rischio di marcire o essere attaccata dagli afidi. È un rischio che abbiamo già visto per ciclamini, azalee, lavanda e bonsai, che necessitano di acqua nelle giuste quantità.

Oltre a questo, l’ornitogallo non richiede particolari attenzioni. Bisogna avere semplicemente cura di rimuovere le parti secche o spezzate per evitare di attirare parassiti. È opportuno iniziare la coltivazione dell’ornitogallo in primavera oppure ad ottobre, ponendo i bulbi con la testa verso l’alto a 4 cm di profondità.

L’uso dell’ornitogallo

L’ornitogallo è molto spesso utilizzato per rallegrare balconi e terrazzi, in quanto è abbastanza semplice da curare e ha colori vivaci e gradevoli. È però bene sapere che tutte le parti dell’ornitogallo sono altamente tossiche da crude, pertanto possono essere consumate in sicurezza soltanto previo trattamento.

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