Acero bianco: caratteristiche e coltivazione di questo arbusto decorativo

Quello che noi chiamiamo acero bianco, ormai un albero molto comune nel territorio italiano, porta in realtà l’epiteto specifico di Acer negundo, per le sue foglie dalle estremità appuntite che le rendono simili a quelle del Vitex negundo, meglio noto come casto cinese.

L’Acer Negundo è originario del Nord America e per questo viene denominato anche acero americano. In questo contesto era fonte di differenti beni. I nativi americani lo utilizzavano per estrarvi una linfa zuccherina. Il suo legno, che come vedremo risulta poco pregiato, veniva trasformato in carbone e utilizzato per la creazione di tatuaggi. I rami più giovani venivano invece presi, svuotati e trasformati in oggetti dall’aspetto allungato che potevano essere flauti o pipe.

Oggi l’acero bianco ha per noi un uso più che altro decorativo, nonostante la sua sostanza zuccherina vi venga sempre estratta quando coltivato per scopi alimentari.

acer negundo o acero bianco
Foto di Sten Porse – Wikipedia

Dimensioni e portamento

L’acero bianco cresce molto velocemente e può di fatto svilupparsi in modo sia arbustivo che erbaceo. Gli esemplari d’acero bianco adulti con un portamento ben sviluppato sono in grado di raggiungere un’altezza tra i 5 e i 15 metri e un’ampiezza di 5-10 metri con una chioma densa, varia e ramificata. Se l’acero invece mantiene una dimensione minore la chioma avrà un andamento piramidabile.

La corteccia

Il fusto dell’acero è tendenzialmente longilineo con la possibilità di curvature e torsioni negli esemplari grandi. Spesso hanno più fusti.

La corteccia degli aceri giovani ha un colore bruno-verdognolo che tende a diventare grigio con la crescita. Inoltre, con il passare degli anni, possono comparire anche delle fessurazioni verticali, più o meno profonde, sul legno.

A causa di queste caratteristiche il legno dell’acero bianco si presenta fragile, non particolarmente pregiato e poco adatto alla lavorazione. Il suo impiego è infatti limitato. Industrialmente può solo essere utile per realizzare prodotti a base di fibra di legno.

Le foglie speciali dell’acero bianco

È piuttosto la morfologia delle foglie caduche di questo albero a renderlo peculiare e adatto a un uso decorativo rallegrando spazi sia pubblici che privati con il suo fogliame variegato.

Con un colore che varia dal giallo, in autunno, al verde chiaro, nella bella stagione, le foglie dell’acero bianco si presentano come le uniche foglie d’acero ad essere foglie composte imparipennate. Ciascuna foglia ha un picciolo sul quale si inseriscono vari apicali, come delle foglioline più piccole che vanno a comporre la foglia vera e propria, generalmente da 3 a 5, in casi rari anche 7.

Le foglie dell’acero hanno nel complesso forma allungata e il loro margine è seghettato. Esistono anche bellissime varietà di foglie striate di bianco crema.

foglie e frutti acer negundo

I fiori e i frutti dell’acero bianco

L’acero bianco è un albero dioico, ciò vuol dire che i gameti maschili e quelli femminili non si possono trovare sullo stesso albero. I fiori saranno quindi unisessuali, avranno appunto solo uno dei due apparati sessuali. Le infiorescenze maschili prendono un colore giallo-verdastro con sfumature verso il rosso e si presentano come corimbi un po’ filamentosi.

Le infiorescenze femminili mantengono tendenzialmente un colore che oscilla tra il verde e il giallo, ma sono infiorescenze più allungate e pendule. La fioritura avviene a inizio primavera e precede la comparsa delle foglie. Il frutto è una samara doppia che forma con le ali un angolo acuto. Hanno lunghezza di 3-4 cm e un colore giallo. I frutti permangono anche nei mesi più freddi dopo la caduta delle foglie.

fiori femminili acer negundo
Infiorescenze femminili dell’Acero bianco – Foto di Ivar Leidus: Wikipedia

Clima, terreno e coltivazione

L’acero bianco è ormai molto diffuso in Europa continentale. In Italia è possibile trovarlo al Nord e nel Centro con una presenza molto importante nella pianura Padana. Sopporta infatti bene, purtroppo o per fortuna, l’inquinamento atmosferico.

L’acero non richiede un terreno particolarmente irrigato o ben concimato, se non nei primi anni di piantagione. È coltivabile su terreni asciutti, bagnati, poco compatti e anche suoli calcarei. La sua forte adattabilità lo rende in grado di sopportare temperature estreme, sia calde che fredde.

È bene comunque avere l’accortezza di piantarlo in una zona soleggiata e di evitare terreni eccessivamente impermeabili, prediligendo, per un’ottima coltivazione, terreno soffici e non troppo asciutti. Quando l’acero è ancora giovane deve essere ben irrigato, soprattuto nei mesi più caldi. Diventerà poi autosufficiente e in grado di farsi bastare l’acqua piovana. Un’accortezza non da poco è quella di coprire le giovani radici superficiali con del fogliame o della paglia. Visto che si parla di un albero dioico, il metodo migliore per la sua moltiplicazione è la talea, da effettuare in estate. Non necessita di potature particolari se non per ragioni estetiche soprattutto se coltivato in spazi pubblici o vialetti privati.

Attenzione a non sottovalutare però la sua cura: l’attacco da parte dei parassiti, in particolare il bruco americano (da non confondere con la processionaria o con il bruco verde di cui abbiamo parlato per altre piante), può danneggiare gravemente la pianta!