Semina fagiolini: come e quando farla e altre cose da sapere

I fagiolini sono tra le verdure più comuni e amate, utilizzate sia nei contorni, per insaporire insalate calde e fredde o per arricchire dei primi piatti. Molteplici sono anche le varietà tra cui scegliere: classici, viola, taccole, rampicanti, nani.

Raccolta fagiolini

Quando coltivare i fagiolini

Coltivarli non è difficile ma necessitano di alcune accortezze, soprattutto per il periodo. Vediamo come si fa ad avere un raccolto rigoglioso tramite una perfetta semina. Non sono piante resistenti come altre della famiglia dei legumi (per esempio i fagioli o le lenticchie di cui abbiamo già parlato, che possono nascere anche nel cotone). Possono soffrire le alte temperature e il terreno arido ma anche il troppo freddo e il vento. Il periodo migliore per seminarli è quindi quello primaverile, con temperature dai 15° gradi in su, preferibilmente dal mese di marzo in poi, per avere la raccolta nel periodo estivo.

Come scegliere il terreno adatto

È preferibile che il terreno venga preparato con qualche settimana di anticipo, ben vangato e livellato con un rastrello per agevolare la semina e la coltivazione. Non è necessario l’utilizzo di specifiche concimazioni, essendo piante in grado di assorbire l’azoto dal suolo, ma non amano i terreni argillosi e troppo duri.

La pianta del fagiolino predilige una posizione assolata, un terreno all’ombra non aiuterebbe la sua crescita. Dopo aver scelto il terreno, si può dividere la zona della semina in solchi paralleli distanti dai 30 ai 50 cm, profondi qualche centimetro, nei quali verranno posizionati i semi. Bagnare i solchi prima della semina potrebbe aiutare la germinazione.

Come posizionare i semi

I semi devono essere posizionati a coppie distanziate una dalle altre di circa 30/40 centimetri per evitare che si sovrappongano crescendo. Il posizionamento del doppio seme insieme fa nascere una pianta dal doppio busto più resistente e, nel caso in cui uno dei due non riesca a nascere, l’altro può farlo comunque. I semi appena piantati vengono ricoperti dalla terra scavata precedentemente e innaffiati.

Se avete scelto di coltivare una varietà rampicante di fagiolino ricordatevi che sarà anche necessario mettere dei sostegni accanto alla pianta. Si potrebbero usare, per esempio, paletti di legno o canne in bambù per sostenere la loro crescita, che potrebbe arrivare fino a qualche metro di altezza! Un’altra tecnica utilizzata, sebbene più costosa, è quella di posizionare una rete lungo tutta la fila dei fagiolini rampicanti piantati, in modo che questi crescano e ci si attorciglino sopra in libertà, creando una siepe.

L’irrigazione

Fagiolini

Come ogni verdura o pianta dell’orto fondamentale è l’irrigazione, i fagiolini necessitano di acqua in modo regolare ma non eccessivo. Assicuratevi che i semi appena piantati non abbiano un terreno asciutto e dopo circa 7/10 giorni dovreste già vedere le prime piantine bucare il suolo. Una volta che sono nate si può interrompere l’irrigazione fino a quando non vi saranno spuntati i primi fiori sopra. Non preoccupatevi, le piante non risentiranno di questa mancanza momentanea, anzi. In questo modo non nasceranno troppe foglie in eccesso, che potrebbero soffocare con la loro ombra e limitare la nascita dei frutti che ora sono più liberi e hanno maggior spazio sulla pianta stessa.

Quando tutti i fiori sono spuntati si può ricominciare a innaffiare le piantine, sempre con moderazione e attenzione fino al momento della raccolta.

I nemici dei fagiolini

I fagiolini non risentono troppo della presenza di erbacce ma è sempre bene mantenere le piante e lo spazio intorno a loro libero e pulito. Prestate attenzione anche agli insetti che potrebbero danneggiare il vostro amato orto, come pidocchi o lumachine che intaccano le foglie. A questo punto non resta che aspettare con pazienza che i fagiolini si formino e, in estate, sarete pronti per la raccolta. Non aspettate troppo però, se i fagiolini rimangono piccoli saranno anche molto più teneri una volta cucinati!