Quando si seminano i fagioli e come farlo per avere una buona produzione

I fagioli sono una delle piante leguminose più importanti e più consumate in tutto il mondo. È una pianta originaria del Sud America ma oggi diffusa anche in Europa. La ricchezza di nutrienti, come le proteine, rende i fagioli un ottimo alimento per tutti e un buon sostituto alla carne.

Prima di coltivare questo legume bisogna conoscere al meglio i suoi diversi aspetti per essere sicuri di far crescere la pianta e arrivare alla produzione di fagioli. Uno degli aspetti principali da conoscere è come e quando si seminano i fagioli. Dopo aver parlato di altri legumi, i ceci, ecco una guida semplice per seminare i fagioli nell’orto di casa. In questo modo, insieme alle patate sarete pronti a preparare minestroni, zuppe e pasta ai fagioli a km0. Inoltre, potete leggere anche l’articolo sulla possibilità di piantare i fagioli anche nel cotone.

Raccolta fagiolo rampicante

Semi di fagioli e varietà

I fagioli sono uno dei legumi che ha molte varietà. Se ne contano più di 500 e variano per dimensione, forma e colore. Possono essere definiti come dei piccoli semi ovali che si trovano all’interno dei baccelli della pianta.
I fagioli possono essere divisi in due macro categorie: il fagiolo nano e il fagiolo rampicante.

Il fagiolo nano ha una produzione comoda e veloce, infatti il periodo che va dalla semina alla raccolta, chiamato ciclo colturale, dura circa due mesi. La velocità di produzione e la minore estensione della pianta comporta una minore produttività. Il fagiolo rampicante, invece, sviluppa la sua pianta in altezza e produce il triplo del fagiolo nano ma la durata del ciclo colturale è di 3 mesi.

Preparazione del terreno

Prima di coltivare i fagioli il terreno deve essere lavorato in profondità per renderlo maggiormente drenante.
Anche se la pianta di fagiolo si adatta a quasi tutti i tipi di terreno, si consiglia di evitare terreni estremamente compatti, sabbiosi o argillosi.

Non è necessario concimare toppo il terreno poiché i fagioli, come tutte le altre leguminose, rilascia l’azoto che cattura dall’aria e rende la terra ricca di nutrienti per le piante che verranno coltivate in seguito. Prima della semina è però consigliato concimare leggermente il terreno con potassio e fosforo.

Quando si seminano i fagioli

I fagioli si seminano di solito poco prima della primavera ma non sempre è il periodo migliore. I fagioli soffrono il freddo e le gelate, e per germogliare hanno bisogno di temperature che vanno dai 13°C e i 15°C. Il freddo intenso causerebbe una produzione minore o anche il blocco dello sviluppo portando il seme a marcire. Per questo motivo nel sud Italia è possibile iniziare a coltivare i fagioli a marzo, mentre per il nord Italia è meglio aspettare aprile e finire con le ultime piante a giugno o luglio.

Per garantire una produzione continua fino all’autunno è consigliato praticare la semina scalare. Questa pratica consiste nel seminare poche piante all’inizio e successivamente aggiungerne sempre di nuove ogni 15-20 giorni fino a luglio.

Le antiche tradizioni contadine sostengono che il fagiolo, come le altre leguminose, deve essere seminato nella fase di luna crescente. L’effetto della fase crescente della luna dovrebbe favorire lo sviluppo della pianta della fruttificazione.

Come si seminano i fagioli

fagioli

Il fagiolo non necessita una semina profonda, basta creare un buco di 2-3 cm, inserire 4-5 semi e ricoprirli con la terra. Tra una buca e l’altra va tenuta una distanza di 15-20 cm. Una volta spuntate le piante, le più deboli devono essere rimosse.

Una pratica che favorisce e velocizza la germinazione è la cosiddetta concia umida. I semi di fagioli vengono immersi e lasciati in acqua tiepida per 12-20 ore prima della semina. In questo modo il terreno risulta meno duro e in 3-4 giorni il seme emerge.

Per i fagioli rampicanti occorre aggiungere nella fase della semina dei sostegni come dei paletti di almeno due metri che saranno in grado di sostenere lo sviluppo della pianta e resistere vento pioggia. Aggiungendo i sostegni in un secondo momento si rischierebbe di rovinare la pianta e le sue radici.