Sarchiatura: cos’è e come effettuare questa operazione fondamentale

Prendersi cura del proprio orto o del giardino è un’attività appassionante ma che senza dubbio può rivelarsi molto impegnativa, se si desidera veder prosperare le proprie piantine. È importante quindi che ogni orticoltore, agronomo o semplice amante dell’orto conosca tutte le pratiche per la manutenzione del suolo in modo tale da mantenerlo nel migliore stato possibile: si sa infatti che la qualità del terreno è il fattore fondamentale per la crescita e la buona salute delle piante. Non funge solo da supporto per le radici, ma è soprattutto la fonte di tutti gli elementi di cui la pianta necessita per vivere. Dopo aver parlato della pacciamatura, andremo oggi ad analizzare più nel dettaglio un’altra pratica a cui abbiamo fatto spesso riferimento: la sarchiatura.

sarchiatura - i vantaggi e come farla

La tecnica colturale della sarchiatura

Una delle pratiche agronomiche più comuni ed utili per la lavorazione corretta del proprio terreno è la sarchiatura.
È una tecnica di fatto molto semplice, che consiste nello smuovere leggermente la terra intorno ai fusti delle piantine creando delle piccole zolle a ridosso delle radici.

Non è necessaria una lavorazione intensa e profonda, perché l’obiettivo è quello di rimescolare il terreno in superficie che in seguito a ripetute irrigazioni e all’assorbimento di calore tende a compattarsi e a formare una specie di crosta.

I vantaggi della sarchiatura

La compattazione del terreno impedisce l’aerazione del terreno e così le radici potrebbero andare incontro ad asfissia; contrariamente a quello che si può pensare, anche le radici hanno bisogno di respirare. L’indurimento eccessivo causa la chiusura dei piccoli spazi che consentono il passaggio dell’ossigeno dall’ambiente all’apparato radicale attraverso il suolo.

La sarchiatura è l’operazione che ripristina questi spazi, facendo penetrare meglio l’aria e favorendo anche la discesa dell’acqua in profondità, che in caso contrario non riuscirebbe a fluire nel terreno. Questo però non è il solo vantaggio della sarchiatura: un altro motivo per cui viene spesso impiegata è l’eliminazione delle piante infestanti. Il controllo delle erbe spontanee rappresenta uno dei maggiori problemi per le colture e richiede un lavoro costante e faticoso perché sono piante che si sviluppano in tempi molto rapidi, entrando in competizione con le altre e sottraendo loro spazio, acqua e nutrimento.

Con la sarchiatura si possono facilmente estirpare mentre si smuove il terreno, e se si interrano successivamente potranno anche tornare utili, poiché migliorano la composizione organica del suolo. Praticare questa operazione ogni settimana renderà più efficace la lotta alle piante infestanti, impedendo loro di prendere il sopravvento sulle ortive.

sarchiatura

Come si effettua la sarchiatura

La sarchiatura è un’operazione molto simile alla zappatura, ma che va condotta in maniera più delicata, senza impiegare troppa forza per non rovinare le radici delle piante. Per effettuarla manualmente si utilizzano appositi strumenti come il rastrello o il sarchio, adatti a rompere la terra solo pochi centimetri al di sotto della superficie.

Il rastrello è senza dubbio il più utilizzato perché basta esercitare solo una leggera pressione per lo scopo. Un altro attrezzo che si può impiegare è il sarchio, da cui la tecnica prende il nome, costituito da una parte sagomata a forma di zappa e un’altra dotata di due denti ricurvi che è perfetto per incidere e sollevare il terreno.

Se invece si vogliono trattare terreni agricoli molto grandi è necessario utilizzare macchine agricole apposite, le sarchiatrici meccaniche, che sono dotate di grosse lame che rimescolano il suolo e permettono di effettuare anche la rincalzatura, ossia lo spostamento del terreno intorno al fusto delle piante per proteggerle dal freddo e stimolare lo sviluppo di nuove radici.

In quali periodi praticare la sarchiatura

La sarchiatura non deve necessariamente essere praticamente a cadenza periodica: si deve fare solo se e quando è necessario e soprattutto in base al tipo di pianta. Le colture che più lo richiedono sono quelle di barbabietola, mais, cipolla, patate, pomodori, ma oggi si usa anche per il frumento, l’orzo, il riso.

L’unica condizione fondamentale da rispettare è quella iniziare solo quando compaiono i germogli e ripetere l’operazione a brevi intervalli di tempo, soprattutto in ambienti molto caldi e siccitosi. Questo perché, soprattutto nel periodo estivo, il terreno potrebbe asciugarsi e diventare troppo compatto, rendendo l’operazione molto difficile.
Bisogna anche considerare quali erbe infestanti si trovano nel proprio campo, se sono dannose e se hanno una crescita rapida perché in base a questo si programmeranno interventi di sarchiatura più o meno frequenti.