Coltivazione mais: dove, quando e come farla

Il mais viene comunemente utilizzato sia nell’alimentazione umana che nella realizzazione di mangimi industriali per gli allevamenti. Viene coltivato in grandi piantagioni molto estese, perlopiù in Pianura Padana, ma anche la coltivazione casalinga regala non poche soddisfazioni.

mais

Clima e terreno adatti

La pianta è di origine tropicale, infatti essa fu scoperta e importata da Cuba durante le prime esplorazioni del continente americano. La germinazione del seme richiede una temperatura di almeno 12 gradi, che sale a 18 perché si formi un fiore. Temperatura ideale per avere una pannocchia è, in genere, tra in 20 ed i 25 gradi centigradi.

Caratteristica molto importante è un buon apporto d’acqua, in quanto il mais soffre molto le situazioni di aridità, come tende a non sopportare un caldo troppo estremo e intenso. È comunque necessario che la pianta sia esposta al sole per la maggior parte della giornata, in luoghi riparati dal vento forte. Dato l’alto fusto che la caratterizza, raffiche intense potrebbero danneggiarla o spezzarla.

Il mais appartiene alla famiglia delle Graminacee (la stessa a cui appartengono le comuni erbacce che costantemente proliferano nei giardini), di conseguenza mostra un ottimo adattamento ad ogni tipologia di terreno. In generale, per ottenere il massimo dalla coltura, occorre avere un fondo drenante vangato in profondità, con l’eventuale aggiunta di compost o letame a seguito della semina.

Come e quando fare la semina

La pianta richiede fino a 5-6 mesi per produrre una pannocchia, di conseguenza si tratta di un processo lungo che dovrebbe iniziare verso primavera per terminare in estate, così da sfruttare tutte le temperature favorevoli.

Un’alternativa è quella di piantare precocemente in vaschetta, utilizzando un semenzaio riscaldato o, in generale, ambienti molto più caldi rispetto all’esterno (anche un locale della casa riscaldato artificialmente). In questo modo si avranno le prime fasi dello sviluppo tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, per poi trasferire le piante nel terreno verso aprile quando le temperature lo permetteranno.

L’alternativa è quella di aspettare primavera inoltrata e piantare il mais direttamente nel terreno, in questo modo però le pannocchie verranno raccolte più tardi. Le piante tendono a crescere in altezza, ma necessitano comunque di un 30-40cm di distanza l’una dall’altra lungo tutte le direzioni. L’ideale è piantarle in filari distanziandole l’una dall’altra. La semina non deve essere profonda, 2 cm sotto terra sono sufficienti.

piantagione di mais

Operazioni di mantenimento

Il lungo periodo richiesto perché la pannocchia si sviluppi si traduce nella necessità di effettuare una serie di operazioni per mantenere la pianta, in particolare dato l’alto fusto.

Periodicamente occorre fare una potatura dei getti, eliminando tutti i getti secondari che partono dalla base e rubano nutrimento. La sarchiatura poi permetterà di rimuovere le erbacce che si formeranno tra i filari, ma bisognerà stare attenti alle radici della pianta che crescono vicine alla superficie. Un’irrigazione costante garantisce poi che il terreno non risulti arido, in quanto il mais necessita di molta acqua soprattutto dopo la fioritura.

Il rincalzo è invece una pratica consigliata per migliorare la stabilità del fusto, smuovendo la terra e ricompattandola per renderla aderente alla pianta. Si consiglia di farlo uno o due mesi dopo la semina. Se il terreno è molto sfruttato o povero di stanze nutritive, la concimazione periodica è altrettanto consigliata.

Quando è tempo di raccogliere il mais?

In media si parla di sei mesi, ma dipende anche dalle temperature a cui il mais è stato sottoposto e dalle sostanze nutritive presenti nel terreno. Principalmente è consigliato basarsi su indicatori visivi. La prima caratteristica da prendere in considerazione è il colore del chicco, che deve essere giallo/dorato e gonfio. Altro indicatore è il contenuto d’acqua al suo interno, infatti il chicco deve essere morbido e, se bucato con l’unghia, rilasciare un liquido biancastro.