Ravanelli: come coltivarli? Una guida semplicissima

Se hai poca pazienza, ma sei amante della natura e dei cibi che ti offre, perché non pensi al ravanello? Sì lo so, con tutte le cose che potresti coltivare o mangiare…noi proveremo a convincerti, tu continua solo a leggere! Se poi non ti convincono abbiamo già parlato di tanti altri ortaggi per il tuo orto domestico (melanzane, zucchine, pomodori, e così via).

Tre settimane è il tempo ideale per la crescita delle piantine di ravanello, solo tre settimane. Sembra incredibile. E se ti dicessi anche che possono crescere in un vaso (di precise dimensioni, che poi ti diremo) direttamente a casa tua o nel tuo giardino? O ancora, che non solo avrai la soddisfazioni di vederli crescere in poco tempo, grazie alle tue cure, ma che potrai anche mangiarne una parte… senza ingrassare? Siamo sicuri di aver ormai attirato la tua curiosità.

Pianta di ravanello

Origine e diffusione

Andiamo con calma. Intanto, il ravanello è un ortaggio appartenente alla famiglia delle Crucifere, orientaleggiante. Nasce e si diffonde principalmente tra Cina e Giappone, da noi in Europa è sicuramente meno conosciuto e sfruttato, anche se gli amanti di questo ortaggio non sono di certo pochi.

Principali caratteristiche

È una pianta caratterizzata da media altezza: quasi un metro, per essere generosi. Le radici sono il centro di tutto. Non letteralmente, ma in modo figurato. È la radice la parte della pianta da tenere in considerazione. Simile a una ciliegia o a un mirtillo rosso, ma di dimensioni maggiori, la radice di ravanello si presenta tonda, succosa, colorata. Per ogni pianta di ravanello che si pianta, vedrà la luce del sole una sola radice. Che cosa possiamo farne?

Coltivazione, cura e raccolta

Ti abbiamo detto quanto cresce in fretta, ma avrai bisogno di sapere anche come coltivarla, e successivamente raccoglierla. Vista la velocità con cui matura, piantarla direttamente nel terreno piuttosto che in vaso, dove, a meno che non si scelgano le giuste misure, necessiterebbe di un travaso, o peggio, crescerebbe storta e sacrificata, sarebbe la scelta ottimale.

Se vuoi farla crescere libera nel terreno, ti basta scavare non troppo, al massimo 30 centimetri, per poi procedere piantando i semini. Se invece preferisci coltivarla direttamente a casa tua, o nel tuo giardino, o semplicemente prediligi la coltivazione in vaso, ricorda solo di prenderne uno alto e largo abbastanza per permettere alla radici di espandersi al meglio.

Raccolta di ravanelli

Acqua e luce: come fare

Escludendo le piante fatte crescere in serra, che permettono di ottenere ravanelli per tutto l’anno, la normale fioritura delle radici di questo ortaggio va genericamente tra maggio e settembre. Considerando il solo mese di crescita, si possono rapidamente fare due calcoli per capire il momento ottimale, anche in base alle tue esigenze, per piantarli.

Hanno bisogno di molta acqua, ma diffusa in modo equilibrato e omogeneo, per non rischiare di rovinare le radici. Gradiscono molto la luce del sole, ma il clima non deve essere troppo caldo o umido; meglio temperato o mite, se possibile, arieggiato.

Se vuoi solo vederli crescere con soddisfazione, muovendo i tuoi primi passi da inesperto nel campo dei leader dei pollici verdi, o se punti a mangiarli, seguendo la linea green, i ravanelli sono proprio l’ortaggio che può soddisfare le tue esigenze.

Sfruttare al meglio il tuo ravanello: tra benefici e gusto

La radice di ravanello è fonte di bontà e ricca di nutrienti e benefici per il nostro organismo. Caratterizzata da un sapore pungente, è solita essere sfruttata, spesso tagliata a rondelle, come accompagnamento di piatti di seconda portata principale, o all’interno delle insalate.

Può essere mangiato sia cotto che crudo, a seconda dei gusti. Ha un valore calorico bassissimo, essendo composta prevalentemente di acqua. Non solo un aiuto per la dieta, però; depurativa, digestiva, rilassante, drenante, antiossidante e chi più ne ha più ne metta.

Unica nota stonata potrebbe essere la quantità ingerita. Se mangiati in grande quantità potrebbero avere l’effetto contrario di irritazione delle pareti dello stomaco, con conseguente difficoltà di digestione e quindi gonfiore della zona addominale. Chiaramente, come per tutto ciò che mangiamo, la regola d’oro è proprio quella della quantità: “poco, ma di tutto”. Non lasciarti quindi scoraggiare da questa piccola informazione!