Pianta delle puntarelle: descrizione e cose da sapere

Quando parliamo di puntarelle facciamo riferimento a una tipologia di cicoria molto particolare, che viene coltivata in soprattutto nel Centro e nel Sud Italia. Non a caso è considerato un alimento tradizionale soprattutto della capitale Roma e della splendida Puglia.

Quello che noi siamo abituati a mangiare sono i germogli (come quelli delle cipolle o quelli dei semi nel cotone di cui abbiamo parlato, che però non si mangiano) e vengono chiamati puntarelle. Possono essere consumatii modi, poiché molto versatili grazie al loro aspetto e sapore particolari. Quest’ultimo è leggermente amarognolo, ma davvero molto buono.

Questa coltivazione può regalare davvero molte soddisfazioni, soprattutto nel periodo che va da settembre a febbraio.

puntarelle
Puntarelle (autore foto Michel Chauvet: Wikipedia)

Le principali varietà

Come abbiamo avuto modo di vedere, la coltivazione di puntarelle in Italia è diffusa in particolar modo in due regioni, ovvero Lazio e Puglia, dove esiste dunque la possibilità di imbattersi in diverse tipologie di questa pianta.

Più nello specifico, parliamo della puntarella di Gaeta che vanta la presenza di lunghi germogli affusolati e della puntarella di Galatina, dove invece questi ultimi risultano essere più grandi e compatti. La scelta ovviamente va effettuata in base alle proprie esigenze e ai gusti personali, ma questa indicazione è fondamentale per non sbagliare e prendere la decisione giusta.

Coltivazione delle puntarelle

Se siete in possesso di un orto e avete intenzione di cimentarvi nella coltivazione di questa particolare pianta, allora continua a leggere questo articolo. Di seguito infatti, andiamo a vedere quelli che sono i consigli più importanti da seguire per non sbagliare ed avere soddisfazioni.

Come abbiamo avuto modo di vedere, i periodi migliori sono senz’altro quello primaverile e quello autunnale: per quanto riguarda la semina, quest’ultima va effettuata rispettivamente verso febbraio/marzo e luglio/agosto.

Fisiologicamente, parliamo di piante che hanno bisogno di aprirsi e per questo motivo necessitano di aria e spazio: per tale ragione, il consiglio è lasciare almeno 50 cm tra una fila e l’altra, per garantire una germogliazione migliore.

Le puntarelle non amano particolarmente la siccità, ma al contrario, sopportano bene la doccia: per questo motivo è bene irrogare con regolarità il terreno e mantenerlo umido a sufficienza.

Le proprietà nutrizionali delle puntarelle

Le puntarelle vantano la presenza di un sapore amarognolo, ma molto piacevole. Rispetto ad altre verdure a foglie dunque, non presentano un sapore neutro.

Tuttavia, ha dei punti in comune con queste ultime: tra questi troviamo ovviamente il basso contenuto calorico, dovuto soprattutto alla notevole presenza d’acqua. Nonostante questo, parliamo di una pianta ricca di nutrienti, tra cui spiccano soprattutto minerali e vitamine. Da sottolineare dunque, la grande presenza di calcio e fosforo, che si trovano rispettivamente per 75 mg e 34 mg per ogni 100 grammi di prodotto.

La maggior parte di questi valori si riferiscono al crudo e per questo motivo il consiglio è di consumare questa verdura in questo modo, per mantenere questi ultimi inalterati e ricevere tutti i benefici. Le sostanze amare invece favoriscono il processo digestivo e stimolano in maniera efficace la circolazione sanguigna.

Tutti i benefici delle puntarelle

In base ai nutrienti visti sopra, possiamo affermare che le puntarelle sono in grado di apportare importanti benefici, oltre a quelli già visti.

In particolare, mantengono regolari le funzionalità del fegato oltre che favorire la digestione. Da non sottovalutare inoltre, la notevole azione disintossicante e purificante. I grassi che si accumulano nell’intestino possono essere eliminati in maniera efficace e veloce grazie a questo alimento che favorisce questo processo.

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