Come potare il pero: il periodo giusto e i tipi di potatura possibili

La potatura del pero non deve essere sottovalutata e generalmente si effettua tra gennaio e febbraio. Il pero è una pianta da frutto molto longeva, ma bisogna prendersene cura, come abbiamo già visto per limone, melo, pesco ed albicocco. Esistono diverse tipologie di pero e variano a seconda del territorio. Tra le azioni da compiere a cui bisogna prestare molta attenzione abbiamo in primis la potatura, che determina anche la salute della pianta.

Pianta con il frutto maturo

Potatura di allevamento

Quando parliamo di potatura al pero ci sono essenzialmente due tipologie, quella da allevamento e quella di produzione. La potatura di allevamento serve per dare una forma ben precisa alla pianta e va eseguita dopo 4 anni da quanto si è piantato il pero. Questo tempo è fondamentale affinché la pianta cresca nel modo giusto e per permettere alla luce di filtrare attraverso le fronde.

Le tre forme di potatura da allevamento più utilizzate sono:

  • a fusetto, se si prospetta una coltivazione intensiva è consigliabile che il pero abbia una forma simmetrica che vada dal basso verso l’alto;
  • a palmetta, la chioma in questo caso si sviluppa in maniera orizzontale e vi è un asse centrale;
  • a doppio asse, in questo caso vi sono due rami principali che fungono da portanti e questa potatura permette una crescita robusta e parallela, sia in verticale che in orizzontale.

Potatura di produzione

A differenza della potatura da allevamento, quella da produzione viene effettuata per avere una resa fruttifera massima.

Il pero è una pianta che cresce in verticale ed è proprio in quella direzione che vi è un aumento nella resa dei frutti. I rami più produttivi sono senza dubbio quelli giovani e in questo caso vanno assolutamente eliminati quelli degli anni precedenti, in questo modo vi è sempre una rigenerazione. Quelli più produttivi si trovano vicino al tronco centrale, perché è la linfa è molto più efficace. Inoltre, anche i rami considerati malati o i polloni devono essere tirati via in una potatura da produzione.

Una volta che si sono scelti i rami da eliminare, essi devono essere tagliati fino ad una lunghezza di massimo 40 o 50 centimetri, in questo modo si cicatrizzano più in fretta.

Tuttavia, nella potatura da produzione si deve considerare anche la varietà del nostro pero. Ad esempio, in quella Williams è essenziale uno sfoltimento e un rinnovo dei rami vecchi, mentre in quella Kaiser anche i rami lunghi possono essere fruttiferi, anche se non vengono accorciati.

Pianta del pero

Quando potare il pero?

Generalmente il pero viene potato in inverno e lo si può fare in qualsiasi momento del riposo vegetativo.

Un altro intervento che rientra nella potatura è il diradamento dei frutticini che deve essere effettuato affinché si verifichi una costanza produttiva negli anni e un’ottima pezzatura del frutto. Chiaramente per far sì che l’intervento sia efficace è necessario effettuarlo durante il periodo indicato, in questo modo anche le pere ricavate saranno molto più grandi.

Criteri da rispettare nella potatura del pero

Come abbiamo già detto, le operazioni per la potatura del pero devono essere effettuate in modo accurato, inoltre non bisogna dimenticare che potando una pianta si stanno provocano delle lesioni per cui si deve fare una lavorazione accurata.

Bisogna iniziare ad eliminare i rampi secchi e malati e dopodiché in caso di virosi, disinfettare le lame del seghetto che si è utilizzato. Ogni taglio effettuato con la cesoia deve essere netto perché si cicatrizzano prima e anche la pioggia cade senza stagnarsi.

Un’altra accortezza prevede l’eliminazione di eventuali polloni, ovvero tutti i rami che si vengono a formare alla base del tronco della pianta, sono noti anche come succhioni. Infine, non si deve mai esagerare con i tagli perché potrebbe essere uno svantaggio per la produzione di nuovi frutti.