Come piantare i capperi: terreno, esposizione ed altre cose da sapere

La pianta del cappero è una delle più diffuse piante del bacino mediterraneo ed è fonte di un alimento prelibato e ricercato nelle ricette tradizionali della cucina italiana. Coltivarlo, pertanto, può rappresentare sia una soddisfazione per gli amanti del giardinaggio o dell’orto che un dono per il palato.

In questo articolo daremo utili e semplici suggerimenti per rendere anche il meno esperto capace di avere bei risultati nella coltivazione delle piante del cappero, come abbiamo già fatto per tanti altri ortaggi, come le zucchine, le carote e i cavoli.

Le caratteristiche della pianta del cappero

Pianta del cappero

Appartenente alla famiglia delle Capparidacee, è una pianta sempreverde dalle connotazioni selvagge. Questo la colloca tra le piante più diffuse nelle zone meridionali, anche in condizioni difficili. Le foglie sono doppie di color verde intenso e la parte commestibile è rappresentata dal piccolo cappuccio dei fiori.

Ci sono diverse varietà di capperi e le differenze organolettiche dipendono in gran parte dal tipo di terreno e ambiente in cui crescono. Ad esempio, i famosi capperi di Pantelleria devono il loro gusto ricercato al fatto che crescono su un terreno vulcanico e ricco di minerali.

Coltivazione del cappero

Esistono principalmente due modalità per coltivare il cappero. Una prevede la propagazione tramite talea e l’altra la tradizionale semina. Nel primo caso la coltivazione deve essere fatta in estate, quando la temperatura è già abbastanza alta. Il pezzetto di ramo prelevato non dovrebbe superare i 10 centimetri di lunghezza e lo si deve mettere in un contenitore con un po’ di sabbia e torba. Appena avvenuta la formazione di radici, si trasferisce la talea in vasi o in terreni.

Nel secondo caso, invece, la semina va fatta già in primavera, considerando che essa prevede diverse operazioni. La prima di queste operazioni consiste nel piantare i semi in un vasetto colmo di sabbia e torba, prima di procedere con la semina direttamente nel terreno.

Condizioni ideali per coltivare i capperi

La pianta del cappero cresce facilmente e rigogliosa con le alte temperature quindi predilige ambienti con una forte esposizione al sole. Naturalmente, i pollici verdi del sud e centro Italia saranno facilitati dal bel clima mite tutto l’anno a differenza di chi vive nel nord Italia che dovrebbe proteggere la pianta dai continui sbalzi di temperatura.

La scelta del terreno non è cosa complicata visto che si tratta di una pianta con poche esigenze, se non proprio quella di crescere in un terreno assolutamente secco e non umido.

Altre operazioni indispensabili per la coltivazione

Regolarmente è importante effettuare la sarchiatura del cappero, ovvero la pulizia del terreno in cui cresce la pianta del cappero. Questa operazione le permetterà di crescere senza il pericolo di erbacce infestanti. Un altro tipo di pulizia annuale della pianta riguarda la potatura dei rami che in genere viene svolta a febbraio. Questo permetterà alla pianta di formare più germogli.

Il terreno deve rimanere secco, pertanto non va aggiunta acqua regolarmente ma solo saltuariamente, soprattutto nella fase iniziale della crescita. Inoltre, non ha necessità di essere arricchito con sostanze nutritive particolari. Pertanto, il terreno potrebbe anche non essere concimato come per le altre piante.

Benefici sulla salute e composizione dei capperi

Fiore e capperi

Il basso contenuto di grassi e di colesterolo fa dei capperi degli ideali alimenti ipocalorico. È però bene ricordare che, considerato l’alto contenuto di sale, non è adatto a coloro che soffrono di alta pressione.

La composizione minerale dei capperi viene ampiamente sfruttata anche in settore erboristico come ottimo rimedio diuretico e antiinfiammatorio. Dalla pianta si possono utilizzare nell’alimentazione sia i frutti che le foglie.

I capperi possono essere conservati sott’olio o sott’aceto oppure usando la salamoia. Mentre le foglie, dopo sbollentatura in acqua bollente, possono essere consumate subito dopo la raccolta, inserendole in gustose insalate.