Come curare un bonsai ficus

Contrariamente al pensiero comune i bonsai non sono piante bensì alberi. Il nome deriva dal giapponese e significa -piantato in un vaso-. La cura di un bonsai è quasi da considerarsi una pratica meditativa. Sempre secondo la tradizione giapponese questo tipo di albero è stato accostato alla filosofia zen e anche al buddismo. I primi documenti scritti per la cura dei bonsai risalgono a circa mille anni fa.

Tipi di bonsai

Esiste una quantità variegatissima di bonsai, ideali per abbellire sia esterni sia interni. Tra i più famosi è impossibile non citare il bonsai azalea, il bonsai pesco, il bonsai ulivo o il bonsai ficus. La particolarità del bonsai azalea ad esempio è riscontrata nel colore, un lilla molto acceso, ideale per la decorazione di interni. Insieme al bonsai pesco rappresenta la primavera in Giappone. Nell’immaginario collettivo occidentale il bonsai ficus è proprio la rappresentazione del tipico bonsai.

Aspetto del bonsai ficus

Albero del bonsai ficus

Il bonsai ficus si presenta come un piccolo albero dalle foglie di un verde molto intenso, con il tronco che appare spesso e nodoso. Le radici possono anche contorcersi in superficie, aumentando il senso di robustezza dell’insieme. Il suo nome deriva proprio dai frutti che produce. I piccoli fichi infatti si trovano nell’estremità dell’albero dove terminano le diramazioni delle piccole foglie ovali e appuntite.

Habitat

Facente parte della famiglia delle Moracee vive principalmente nelle zone tropicali ed equatoriali del pianeta. Fanno eccezione tutte le specie che si trovano nel continente europeo e nel continente nordamericano. Il fico comune comprende all’incirca 800 specie e solo alcune di esse vengono utilizzate per produrre i bonsai, come Ficus retusa e Ficus carica.

Come riprodurlo

Il periodo ottimale per riprodurre un bonsai di fico cade tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate, tramite talea. Si procede osservando l’albero e specificatamente il secondo nodo. Al di sotto di esso va praticato un taglio preciso. Poiché si tratta di una vera e propria ferita, la delicatezza è importante. Non bisogna infatti permettere che il taglio possa essere motivo di infezione.

Rinvaso

La terra migliore per contenere il bonsai è la terra giapponese detta Akadama. È ricca di nutrienti e favorisce il drenaggio. Per quanto riguarda il tipo di concime da usare è preferibile quello organico: liquido oppure ad alta cessione. L’unica regola da seguire consiste nel non concimare nei mesi di luglio e agosto. La salute dell’albero viene mantenuta soprattutto dal rinvaso. Bisogna eseguirlo ogni 2 o 3 anni.

Dove metterlo

Il bonsai ha bisogno di luce e quindi è fondamentale metterlo ad esempio sopra una finestra. Va bene anche l’illuminazione artificiale usando lampade adatte per piante. Vivendo in habitat tropicali ha bisogno di molta umidità. Una buona pratica consiste nel metterlo sopra una superficie con chicchi di argilla, ghiaia e acqua; facendo attenzione a non farla toccare direttamente con il bonsai.

Quando bagnarlo

Cura e trattamento del bonsai ficus

Come abbiamo visto in generale parlando della cura dei bonsai, il momento adatto per bagnare il bonsai è il momento in cui si è asciugato senza arrivare alla seccatura della zolla. I vasi si immergono completamente per 2 o 3 minuti e poi si procederà con la scolatura dell’acqua in eccesso.

Potatura

La potatura deve essere frequente non solo per controllarne la crescita ma anche per la sicurezza. Il periodo migliore per potare è ad aprile quando si eliminano i rami in eccesso, special modo quelli verticali. Troppi rami infatti potrebbero andare uno sotto l’altro e danneggiarsi a vicenda.

Pinzatura

Per far infittire la chioma dell’albero e permettergli di produrre nuove gemme si fa ricorso alla pinzatura. Questa pratica consiste nel potare i nuovi germogli con conseguente asportazione dell’apice. Va eseguita nel momento in cui il bonsai comincia a crescere.

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