Coltivazione dell’Aronia in Italia: dove e come farla?

L‘Aronia, in botanica, è un genere di pianta, nello specifico si tratta di cespugli e arbusti che possono vivere fino a 30 anni. Originaria del Nordamerica orientale è stata successivamente introdotta nell’agricoltura europea agli inizi del’900 grazie ad un biologo russo.

Esistono diverse specie di Aronia, la più diffusa è l’Aronia Melanocarpa, detta anche Aronia nera per il colore delle sue bacche che nell’aspetto ricordano molto dei mirtilli, anche se il sapore in realtà è molto più aspro. Questo tipo di bacche sono considerate molto salutari e nutrienti, poiché sono ricche di antiossidanti e possono essere utilizzate per fare succhi, marmellate, liquori e sciroppi.

È resistente al freddo ed ha bisogno di climi rigidi per una crescita sana e rigogliosa. Infatti, grandi coltivazioni di Aronia le si possono trovare, oltre che negli Stati Uniti orientali, in Canada, in Russia, in alcuni paesi dell’Est Europa e in Polonia, che ad oggi ne è il maggior produttore europeo.

Bacche di aronia

La coltivazione italiana

Da diverso tempo anche in Italia vi è una buona coltivazione di Aronia, specialmente nelle regioni più fredde. In particolare in Friuli sono stati costruiti i primi ettari di coltivazione, nel 2015, in provincia di Gorizia. Altre coltivazioni le si possono trovare anche in Emilia-Romagna.

Il terreno e il clima ideale

L’Aronia non è particolarmente esigente, fatta eccezione per il clima, poiché ha bisogno, come scritto in precedenza, di climi freddi e asciutti, per questo è consigliabile piantarla in zone di montagna o di collina piuttosto che in zone costiere e di pianura.

Uno dei lati positivi dell’Aronia è che riesce ad adattarsi a qualsiasi tipo di terreno anche se l’ideale sarebbe un terreno di medio impasto (composto da sabbia, limo e argilla) e subacido (PH tra 5,5 e 6,5).

La propagazione della pianta può avvenire tramite seme nel periodo autunnale o per talea nel periodo estivo. Tra le due si preferisce il secondo metodo piuttosto che il primo, perché l’utilizzo del seme allungherebbe di molto i tempi per vedere i primi frutti. L’Aronia ha una crescita molto lenta e la produzione ha inizio solo dopo il terzo anno.

Come trapiantarla

Bisogna trovare un terreno profondo per poter scavare una buca e miscelare con la terra del letame o del compost. Se lo scopo del trapianto è creare una piantagione di Aronia la cosa migliore da fare è quella di disporre le piante in file da 3 e di tenerle a distanza di due metri l’una dall’altra.

L’irrigazione

La pianta non sopporta i lunghi periodi di siccità, per questo l’irrigazione diventa molto importante soprattutto in mancanza di pioggia. Bisogna creare, se non lo si ha a disposizione, un impianto di irrigazione a goccia che innaffia regolarmente le piante.

Coltivazione dell'Aronia -dove e come farla

La concimazione

Per favorire la crescita della pianta è opportuno concimarla regolarmente per tenere il terreno fertile. Tra i vari concimi puoi utilizzare il compost organico e il letame maturo, non solo durante il trapianto della pianta ma anche all’inizio della primavera o in autunno (prima del riposo vegetativo).

La potatura

Anche questa è un’operazione importante e che bisogna eseguire periodicamente nel periodo che va dall’inizio dell’autunno all’inizio della primavera, conosciuto come stagione di riposo vegetativo. La potatura deve essere leggera volta per lo più allo sfoltire dei rami per eliminare le parti vecchie.

Malattie e insetti

L’Aronia ha dimostrato di essere una specie molto resistente, non soggetta a particolari patologie. Nonostante ciò non è del tutto immune a insetti e malattie.

Tra i più temibili ci sono l’oziorrinco (un insetto, precisamente un coleottero) e il colpo di fuoco batterico (una tra le più pericolose malattie per le piante). Sono consigliati dei trattamenti preventivi o fitostimolanti.

Altri tipi di coltivazioni

Oltre che ad una coltivazione tradizionale, l’Aronia è adatta anche alla coltivazione biologica. È possibile anche la coltivazione in vaso, importante è che sia in una posizione ben illuminata e che il vaso abbia un diametro e una profondità di almeno 40cm.