Quanto si devono annaffiare le piante aromatiche?

Contrariamente a quanto si possa pensare non tutte le piante sono uguali e ognuna ha delle specifiche esigenze che, se soddisfatte, permettono loro di crescere rigogliose. Tra le tante variabili da tenere in considerazione per coltivare al meglio le proprie piante c’è sicuramente l’annaffiatura. Ebbene sì, non tutte le piante vanno innaffiate allo stesso modo e con la stessa frequenza. In questo articolo ci proponiamo di capire come e quanto annaffiare le piante aromatiche.

pianta aromatica di origano

Come annaffiare le piante aromatiche

Iniziamo subito col dire che non è facile delineare una regola generale che ci permetta di determinare a prescindere la frequenza con cui annaffiare una pianta aromatica. Come detto, infatti, l’annaffiatura varia drasticamente a seconda della specie e anche all’interno dello stesso gruppo delle piante aromatiche ci sono delle sostanziali differenze fra l’una e l’altra.

In linea del tutto generale: le piante che si sono adattate a vivere in ambienti asciutti, con lunghe giornate afose e soleggiate, ad esempio piante tipiche della macchia mediterranea, necessiteranno di un quantitativo d’acqua relativamente basso.

In maniera praticamente opposta le piante che si sono adattate alla vita in zone in cui l’acqua non scarseggia saranno parecchio esigenti, sarà quindi necessario annaffiare con grande frequenza e abbondare con le quantità d’acqua.

Ciclo di vita della pianta

Oltre alla specie di appartenenza un altro elemento da tenere altamente in considerazione quando si sta cercando di capire il giusto quantitativo di acqua da dare alla propria pianta è il suo ciclo vitale. Le piante che si trovano all’inizio della loro vita, infatti, richiederanno un maggior quantitativo di nutrienti per poter continuare a crescere. Va da sé che ciò implica una maggior richiesta d’acqua rispetto ad un altro esemplare, della stessa specie, che si trova in un momento più avanzato del suo ciclo vitale.

Quindi, una pianta aromatica che si trova in un periodo molto vicino al suo impianto richiederà annaffiature abbondanti, preferibilmente da effettuare nelle prime ore del mattino o, al limite, al tramonto, concentrando l’acqua sul terriccio e evitando di bagnare in modo eccessivo le foglie.

Assolutamente da evitare le annaffiature durante le ore centrali della giornata, il perché è presto detto, lo sbalzo termico causato dalla differenza di temperatura tra la pianta e l’acqua potrebbero danneggiare la nostra pianta, portandola, in molti casi, alla morte.

Annaffiatura nello specifico

Proviamo questa volta a scendere più nello specifico: vi proporremo alcuni esempi di piante aromatiche e vi spiegheremo quanto annaffiarle.

Il rosmarino

Piante di rosmarino

Il rosmarino è una pianta molto semplice da coltivare, data la sua grande resistenza, è per questo che è la prima scelta di molti tra coloro che si avvicinano per la prima volta alla coltivazione di una pianta.

Appena piantato, proprio come accennato nel paragrafo precedente, il rosmarino richiede annaffiature molto frequenti per un periodo di circa due settimane.

Alla conclusione di questo primo lasso di tempo il rosmarino va annaffiato con bassissima frequenza tenendo conto anche della pioggia assunta con eventuali precipitazioni.

La salvia

Pianta di salvia rigogliosa

La salvia è un’altra pianta che, superato il primo, critico, periodo di vita, che può durare anche un anno e durante il quale bisogna darle molta acqua, riesce a sopravvivere bene anche con annaffiature sporadiche, anzi sarà necessaria una grande attenzione poiché teme i ristagni d’acqua.

Attenzione a non annaffiare le foglie, in questo caso l’acqua va distribuita direttamente alla base.

Il basilico

piantina aromatica di basilico

All’estremo opposto di salvia e rosmarino troviamo il basilico. Si tratta proprio di un validissimo esempio di pianta estremamente delicata e che perciò richiede ingenti quantitativi d’acqua.

Durante il periodo primaverile e autunnale si può rivelare necessario ricorrere ad annaffiature giornaliere, l’importante è far sì che il terreno sia sempre, quantomeno, umido.

Un ottimo modo per capire se è necessario dare dell’acqua al basilico è quello di infilare un dito nel terriccio in prossimità della pianta e vedere, una volta estratto, se è rimasto asciutto.