La nostra società si sta spostando sempre più verso il green, con annesse alimentazioni di tipo vegano o vegetariano; tra i tanti alimenti consumati sulla tavola vi è la soia, utilizzabile e vendibile in tanti modi differenti. Vediamo ora come è opportuno coltivarla e alcune informazioni utili su questo legume, piuttosto diverso da lenticchie e fagioli di cui abbiamo già parlato. Scoprirete che la soia si colloca a metà tra qualcosa di facilmente e difficilmente coltivabile; ma al netto di tutto, l’impresa risulta essere fattibile.

Cos’è la soia
La soia è una pianta di legumi di tipo annuale. In origine si sviluppa in Asia Orientale, ma successivamente viene importata anche in Italia (e non solo).
Questa pianta, di un altezza non eccessiva, tende a crescere bene e a raggiungere il suo apice di fioritura solo in ambienti che non superano i 40 gradi. Ancor meglio se coltivata in zone in cui la temperatura raggiunge quote comprese tra i 20 e i 30 gradi: le zone dal clima temperato o subtropicale.
Si tratta di una pianta brevidiurna, che preferisce di gran lunga crescere e fiorire nelle ore notturne e di poca luce, anziché quando esposta ai raggi diretti del sole.
Come coltivare la soia
Per coltivare la soia, prima va seminata. Il seme della soia, abbastanza grande, va inserito in un terreno a un profondità massima di 5 cm; i vari semi andrebbero disposti tra di loro a distanze di 40-45 cm, e ancor meglio se piantati in mezzo a semi di mais o frumento.
Il terreno in cui si lavora con la semina deve essere poco calcareo, non umido o sciolto e precedentemente ben arato. Essendo una pianta annuale, che necessita di poca manutenzione, riesce a crescere sano senza pesticidi e sostanze dannose per il terreno, permettendo ad esso di arricchirsi di azoto, che riesce a portare benefici anche ad altre coltivazioni nella stessa zona di semina.
La semina va effettuata tra metà maggio e inizio giugno e la crescita della pianta sarà veramente rapida. Il primo ciclo di raccolto può essere fatto già a fine di luglio.
La crescita e la raccolta

La soia è una pianta che necessita di una buona dose di irrigazione (non eccessiva, ma sicuramente più abbondante di altre piante). La crescita, come dicevamo, è molto rapida; genericamente quando la pianta raggiunge il 50% della sua altezza complessiva, uscendo dal terreno, ha già quasi completato il suo ciclo di fioritura. La soia è ricoperta da una peluria nera, che accompagna stelo, foglie, baccelli, al momento di massima maturità.
Si può procedere a una raccolta preventiva, per recuperare i baccelli ancora acerbi, definiti edamame, che avviene appunto a inizio luglio, o si può aspettare il raccolto più maturo di fine settembre. Questo perché poi la soia viene utilizzata sia per alimentazione umana, che animale, in modi veramente vari e differenti.
Come utilizzare la soia
La soia viene principalmente sfruttata sotto forma di germogli, edamame (quindi baccelli) e derivati. Per quanto riguarda i germogli, questi molto spesso vengono inseriti all’interno delle insalate. Gli edamame vengono consumati direttamente dal loro rivestimento, conditi con sale, oppure sgusciati e mangiati come qualsiasi altro legume: accompagnamento alla pasta, da soli come piatto unico o contorno, in aggiunta alle insalate.
Infine per quanto riguarda i derivati, con la soia si possono fare latte, formaggi, carni di soia vegetali, gelati, tofu.
Tutto ciò che, come dicevamo in calce all’articolo, è ampiamente sfruttata nell’alimentazione vegana e vegetariana, ma non solo. La naturale assenza di lattosio del latte da essa derivato la rende un sostituto ideale per gli intolleranti al lattosio.
In conclusione
La soia quindi, come abbiamo visto, è una pianta duratura, capace di fornire benefici al terreno in cui cresce e benefici sulle nostre tavole. Grazie alla sua grande versatilità e al tempo stesso alla resistenza, risulta essere una pianta veramente ottimale alla coltivazione e al raccolto. Magari non consigliata proprio per chi è alle prime armi, ma vendibile per una buona coltivazione.