Coltivazione delle cime di rapa: le indicazioni da seguire

La cima di rapa si compone di foglie, steli e fiori ed è un ortaggio della famiglia delle crucifere. I suoi fiori sono chiamati anche broccoletti (sono infatti imparentati con i broccoli) e le sue foglie friarielli (ma i nomi dipendono moltissimo dalla regione di Italia in cui ci troviamo). Tutto ciò che compone la pianta viene utilizzato in campo alimentare, comprese le radici.

cime di rapa

Come coltivare le cime di rapa

Questa piantina cresce rigogliosa in climi miti. I più grandi produttori italiani sono: Lazio, Molise, Puglia, Calabria e Campania. Una cosa fondamentale, per riuscire ad avere un buon raccolto di questo ortaggio, è mantenere sempre il terreno umido. L’ irrigazione deve essere curata in maniera particolare, sia che la coltivazione avvenga in vaso che in ampi spazi nel terreno.

Il consiglio è comunque quello di optare per la semina in campo, viste le grandi dimensioni che può raggiungere la pianta adulta. L’ideale è avere a disposizione una zona di terreno piuttosto grande per la semina, poiché la pianta, una volta cresciuta, può arrivare a mezzo metro d’altezza. La distanza da tenere fra i vari semi non dovrà essere inferiore ai 20-30 centimetri. Se non abbiamo a disposizione un terreno, il consiglio è di procurarsi dei vasi di grandi dimensioni in modo da dare respiro alle piante che nasceranno.

Fino al momento dell’ attecchimento della piantina, l’irrigazione dovrà essere costante; successivamente si dovrà prestare molta attenzione al grado di umidità del terreno e regolare l’annaffiatura di conseguenza. Da evitare in maniera assoluta i ristagni di acqua che sono immediatamente da rimuovere per evitare l’ ingiallimento delle foglie.

Come abbiamo detto, il clima ideale è quello con pochi sbalzi termici e mite, ma se vogliamo coltivarlo in zone geografiche più fredde basterà seminare le piantine di cima di rapa da giugno fino al termine dell’estate. Mentre nelle zone con il clima più caldo e secco si può seminare fino ai mesi di ottobre e novembre.

Dopo 50-80 giorni dalla semina le cima di rapa saranno pronte per essere raccolte, i fiori saranno formati ma non ancora aperti.

Piccole accortezze

Si sconsiglia l’uso di fertilizzanti che possono danneggiare lo sviluppo della pianta. Anche l’ utilizzo di concimi azotati è sconsigliato perché può provocare danni alla salute se presente in concentrazioni elevate. Molto consigliato invece, l’uso di letame o di compost, prima della semina.

Malattie e soluzioni

Fortunatamente i nemici di questa pianta sono pochi e non serve l’ uso di antiparassitari per eliminarli.

La più fastidiosa minaccia arriva dalla Cavaiola. Questo lepidottero mangia le parti più morbide e i suoi escrementi bruciano le zone dove vengono deposti. Per eliminare questo problema si possono usare rimedi naturali, come l’ uso di tanaceto, o si procede all’eliminazione manuale.

Gli afidi sono un altro motivo di morte possibile per la pianta poiché questo infestante riesce a riprodursi molto velocemente soffocando la pianta stessa. La loro eliminazione viene affidata a coccinelle e coleotteri.

coccinelle contro parassiti delle cime di rapa

Proprietà e caratteristiche delle cime di rapa

La cima di rapa è ricca di acqua, infatti su 100 grammi di prodotto, 90 grammi sono di acqua. Sono molto ricche anche di calcio, magnesio, fosforo e potassio. Grazie alla presenza così importante di acqua e al rapporto tra potassio e sodio, le cime di rapa hanno importanti proprietà diuretiche. Molto indicata anche per le diete, la cima di rapa offre solo 28 calorie per 100 grammi ed è ottima per stimolare una regolare attività intestinale grazie a un buon contenuto di fibre.

Oltre ad essere fonte di minerali, le cime di rapa sono ricche di vitamina C, A, B9. La vitamina C rafforza il sistema immunitario ed ha un potere antiossidante, mentre la vitamina A aiuta in maniera determinante la crescita ossea e la vista, ma anche un corretto funzionamento dell’apparato genitale sia femminile che maschile. Infine, la vitamina B9, è un protettore dell’apparato cardiovascolare e se ne consiglia fortemente l’uso durante la gravidanza per garantire una crescita sana del feto.

Non sono note controindicazioni al consumo di questo ortaggio, tranne che in caso di allergia all’ortaggio stesso o a chi soffre di gotta vista l’elevata quantità di purina contenuta.