Quante volte andando a fare una passeggiata in montagna ci siamo imbattuti in bellissimi fiori gialli simili a margheritine. Forse non lo sapevamo ma stavamo osservando l’Arnica montana. Il giallo intenso dei petali, che circondano un occhio centrale anch’esso giallo, possono variare di numero da fiore a fiore. Questo fiore appartiene alla famiglia delle Composite o Asteraceae ed è una pianta erbacea.
Dove cresce
L’arnica non ama il caldo, il suo habitat naturale è al di sopra dei mille metri. Particolarmente ricche di questa pianta sono le Dolomiti, le alpi trentine, la Val di Fassa e il Parco Nazionale dello Stelvio. La possiamo trovare anche in Europa centrale e nel Nord America. La fioritura avviene tra maggio e settembre e predilige prati con un tasso di umidità piuttosto alto, ma anche brughiere e torbiere.
Come coltivare l’ Arnica

Come abbiamo detto questa pianta non ama il caldo, quindi non possiamo pensare di esporla in pieno sole su balconi o terrazzi in zone con lunghi periodi di caldo intenso. È più facile coltivarla se abitiamo in montagna o in luoghi alpini, dove il terreno rimane umido e le temperature contenute.
Altra particolarità è che il terreno deve essere acido. Se optiamo per una coltivazione in vaso, dobbiamo avere l’accortezza di sceglierli larghi e profondi per garantire uno sviluppo corretto delle radici, che risultano essere robuste. Nei periodi più caldi occorre bagnare le piante due volte a settimana e togliere i fiori che si sono seccati per dare respiro alla pianta e favorire nuove fioriture.
Si consiglia di rinvasare almeno ogni due anni le piante, poiché le radici tendono a riempire ogni spazio del vaso. Ogni volta che si compie questa operazione il vaso dovrà essere più grande del precedente. La distanza consigliata da tenere fra le piantine è di circa 30 cm. Anche se è sconsigliato il sole diretto o i punti eccessivamente caldi, sono comunque ottimi i luoghi luminosi.
Purtroppo i semi in commercio hanno un prezzo abbastanza elevato e bisogna prestare molta attenzione ad alcuni parassiti che tendono ad aggredire le piantine facendole morire.
Utilizzo dell’ Arnica

Questo fiore non è solo bello, ma è anche utile all’uomo per le proprietà antinfiammatorie , antisettiche e lenitive che ne fanno un rimedio naturale per la cura di distorsioni e contusioni. In tempi più lontani l’assunzione dell’ Arnica avveniva anche per via orale, ma oggi è sconsigliata per i suoi effetti sullo stomaco. La troverete invece in forma di gel e pomate.
Viene utilizzata per artrite e artrosi, con gel e pomate da spalmare sulla parte dolente. Anche nel campo della dermatologia l’arnica ha un suo impiego per combattere le infiammazioni della cute come l’acne o i foruncoli, le screpolature delle labbra ed anche le punture degli insetti.
Altro ambito dove questa pianta gialla come il sole viene impiegata è nell’industria alimentare. Serve per donare aroma a prodotti da forno, bevande e dolci.
Anche la cosmetica sfrutta le proprietà dell’Arnica che, trasformata in olio, serve per la preparazione di tonici per capelli, shampoo anti-forfora, profumi.
Visto che non si butta via niente, vengono utilizzate anche le foglie per ottenere un tabacco adatto sia per la pipa che da fiuto.
L’ avvertenza che viene data in genere per l ‘uso dell’ Arnica è quello di non utilizzare per troppo tempo il prodotto per evitare dermatiti nelle pelli più sensibili. Le pomate di Arnica non devono essere applicate su lesioni. Non è consigliato l’uso dell’Arnica per i soggetti allergici alla famiglia delle Asteraceae, come l’ambrosia, le margherite o la calendula (pianta di cui abbiamo già parlato in quanto il suo profumo è ottimo per allontanare le zanzare).
Vale sicuramente la pena provare a coltivare l’arnica visto il bellissimo fiore e il profumo dolce e intenso che sprigiona.