Sterlizie: descrizione, caratteristiche e come prendersi cura di questi fiori

Con il termine Sterlizia si indica una varietà di piante, dalla fioritura imponente e dall’aspetto regale, appartenenti alla famiglia delle Strelitziaceae. Il termine corretto in botanica è Strelitzia, sono annoverate nella famiglia delle Musaceae, ovvero monocotiledoni, costituite da un’unica foglia embrionale. Sono un regalo molto apprezzato per un compleanno, per una casa nuova o semplicemente per un amico a cui si vuole bene.

Descrizione e storia delle Sterlizie

Sterlizia

Sono grandi piante sempreverdi, caratteristiche delle zone calde dell’Africa meridionale. La loro comparsa in Europa risale alla fine del 1700, quando il direttore dell’Orto botanico di Kew Gardens a Londra, sir Banks, introdusse la nuova specie. In omaggio alla sovrana dell’epoca, appassionata di botanica, Carlotta Sofia di Meclemburg-Strelitz, le fu dato il nome Strelitzia.

La pianta si compone di grandi foglie e di particolarissime infiorescenze su lunghi steli che possono raggiungere grandi altezze. La sua bellezza è dovuta all’originalità dei suoi fiori che si aprono alla sommità dello stelo dolcemente poggiati su una grande foglia orizzontale, di consistenza coriacea, detta spata.

Ogni fiore è composto da una successione di tre tepali, in numero variabile da cinque a otto, in colori sgargianti e cangianti, che spaziano dal giallo-arancio al rosso, con alternanza di alcuni tepali dal colore blu-violetto. Sono disposti a ciuffi che tendono verso l’alto, assumendo le sembianze che ricordano la cresta di un uccello esotico, per questo e per la spata che ne ricorda il becco, il fiore di sterlizia viene chiamato anche uccello del paradiso.

Le sterlizie raggruppano varie specie, tra cui una in particolare dai fiori bianchi. La specie più diffusa nelle nostre zone è la Strelitzia reginae, dal fiore arancione-rossiccio.

Caratteristiche delle sterlizie

Queste piante si adattano facilmente al nostro clima, possono essere coltivate all’aperto nelle stagioni favorevoli, ad una temperatura che non deve essere particolarmente rigida, oppure all’interno, sono piante resistenti e dalla lunga vita, possono durare molti anni se ben curate. Amano la luce intensa e sono suscettibili alle correnti d’aria e alle basse temperature.

Generano dei frutti molto particolari di colore scuro, bombati, con un ciuffo peloso di colore arancio, al loro interno sono custoditi i semi utili alla riproduzione della pianta. Le loro radici sono molto robuste e si ramificano nel terreno sino ad arrivare a grandi profondità.

La riproduzione si può attuare in due modalità: attraverso i semi piantati nel terreno oppure per divisione delle radici. Nel primo caso si dovrà attendere più tempo per vedere germogliare la pianta, i semi vanno piantati in un terreno umido e ben drenato, e si dovrà attendere più di un mese perché germogli.

Ogni anno la pianta andrà rinvasata per i primi cinque anni, tempo utile necessario a vederla fiorire, trascorso questo lasso di tempo si definisce matura e non richiede ulteriori rinvasi. Per semplificare la riproduzione si può procedere alla divisione delle radici con molta cautela, per evitarne la rottura. In questo caso il tempo richiesto perché attecchisca è comunque lento, ma non si dovranno attendere i cinque anni per la fioritura. La pianta fiorisce per lunghi periodi, dall’inizio dell’autunno fino a primavera inoltrata.

Come prendersi cura delle sterlizie

Fiore sterlizia

Le sterlizie si adattano bene alla collocazione in appartamenti, all’interno oppure in balcone o terrazzo, purché siano esposte alla luce e preservate dal sole nelle ore critiche della calura estiva, ideale una collocazione parzialmente ombreggiata nelle ore di punta.

Per mantenere in buona salute le sterlizie è necessario innaffiarle frequentemente, avendo, però, cura di evitare ristagni d’acqua, soprattutto in inverno. Per assicurarsi che l’acqua defluisca bene dai vasi è consigliabile utilizzare parte di terreno argilloso o sabbioso e porre sul fondo del vaso dei piccoli cocci.

Nei mesi più caldi, da giugno in poi, la pianta subisce un ciclo di stasi definito riposo vegetativo, è consigliabile verificare che il terreno sia piuttosto asciutto prima di innaffiarla o limitare le annaffiature. Le foglie possono essere vaporizzate con uno spruzzino per evitare che secchino.

Periodicamente, nei periodi che coincidono con la fioritura, bisogna concimare il terreno con fertilizzanti da aggiungere all’acqua, e che contengano potassio, azoto e fosforo in proporzione dimezzata, rispetto ai primi due. Per la pianta adulta, dopo i primi cinque anni, si raccomanda di raddoppiare la quantità di potassio rispetto all’azoto.

Ulteriore premura, per le piante adulte che non richiedono rinvasi, può essere quella di rinnovare ciclicamente lo strato superficiale del terreno nei periodi di stasi.