Quando piantare i peperoni? Il periodo giusto e le regole da seguire

I meno esperti rimarranno sorpresi dalla varietà di peperoni esistenti in Italia, in Europa e nel resto del mondo, ognuna con le proprie peculiarità a livello di gusto, sapore e benefici alimentari, ma anche differenti a livello di cura e di crescita della pianta stessa. Dopo aver visto quando e come piantare pomodori, carciofi, zucche, in questo articolo si parlerà in linea generale del momento più propizio per piantare questo ortaggio nonostante le differenze e di alcuni consigli per favorirne lo sviluppo migliore possibile.

Si tratta di un elemento base della dieta mediterranea, coltivato su larga scala per l’ampio uso che se ne fa sulle tavole di tutti noi, anche se talvolta se ne lamenta una difficile digeribilità, che varia in base a come viene cucinato. Tra le tipologie più diffuse, tra le quali potrete scegliere per la vostra coltivazione professionale o ad uso domestico, troviamo le seguenti varietà: Rosso di Asti, quadrato e dalla forma spessa, Marconi, allungato e gustoso, giallo di Asti, caratterizzato dalla dolcezza estrema, giallo di Cuneo, digeribile e leggero, California Wonder, dal carattere rustico e dalle grandi dimensioni, jolly rosso o giallo, il più classico ortaggio reperibile al supermercato e il nostrano mantovano, dal peculiare colore verde e dal gusto delicato.

Peperone rosso

Le caratteristiche del seme del peperone

Si tratta di un seme di piccole dimensioni, che necessita di un terriccio fine e setacciato e di essere sotterrato a poca profondità, circa 5-10 mm. Il ciclo vitale dello stesso è di circa 4-5 anni, anche se nell’ultimo periodo tende a diventare più secco e duro e quindi necessità di alcune accortezze per terminare l’intera durata del suo ciclo, come un bagno di camomilla ad esempio, antico ed affascinante trucchetto ancora valido ed attuale nonostante le tecniche più moderne ad oggi utilizzate.

Qual è il periodo migliore per iniziare la coltivazione del peperone

Come molti degli ortaggi diffusi sulle tavole degli italiani, il peperone non tollera terreni ghiacciati e temperature eccessivamente fredde, che pertanto non devono mai scendere sotto i 25 gradi di giorno e 15 di notte, cioè una stagione tipicamente primaverile tipica dei mesi di aprile e maggio.

Se si tratta di una piccola coltivazione su terrazzo bisognerà pertanto attendere un clima mite, ma se invece si intende intraprendere un’attività di produzione su larga scala a livello professionale sarebbe opportuno iniziare la semina prima di questo periodo utilizzando strutture chiamate semenzaio, una sorta di serre in vetro o plastica di differenti dimensioni capaci di garantire le giuste condizioni ambientali ai nostri semi.

In questo caso, se si inizia con qualche mese di anticipo, in primavera sarà possibile impiantare sul terreno piantine già formate e capaci di crescere fino a maturazione in modo naturale, sviluppandosi a livello di gusto e dimensione.
In ogni caso, anche nell’eventualità di un esperimento casalingo, si può tentare di porre i vasetti di semi su tappetini riscaldati o sotto lampade alogene capaci di emettere il giusto calore, coperti da un telo per evitare che il freddo li colpisca .

Pianta di peperone

Rimedi antichi o semplici leggende?

Non solo nei luoghi più rurali, ma anche nelle zone con alcune delle coltivazioni più moderne talvolta si continuano a perseguire usanze popolari antichissime che alcuni sostengono essere ancora valide ed efficaci. Molti contadini orientano la propria semina secondo le fasi lunari, seguendone attentamente il percorso nel cielo.

Si dice che durante la fase crescente l’ortaggio trae maggiori benefici nella crescita, il sapore, la tenuta e la durata, mentre quella calante sarebbe la meno propizia e quindi la evitare decisamente. Sta a voi affidarvi o meno alle credenze popolari, che tuttavia rendono più affascinante il ciclo naturale e il vostro rapporto con questo.

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