Quando fiorisce il glicine? I mesi in cui sbocciano questi fiori bellissimi

Il glicine è una pianta rampicante caratterizzata da suggestive e profumate fioriture bianche e violacee che pendono scenograficamente a cascata. I suoi rami riescono ad avvolgendosi attorno a qualsiasi supporto con facilità: dalle superfici lisce alle cortecce degli alberi. Nota per essere una diffusissima pianta ornamentale, viene utilizzata per decorare muri esterni, recinzioni, pergolati, balconi e terrazze. Grazie al suo pregio estetico la si incontra come decorazione presso luoghi di prestigio in Italia come il Giardino Bardini a Firenze o tra i caratteristici trulli di Alberobello in Puglia.

Pianta di glicine

Origine e caratteristiche di una pianta spettacolare

Questa fiabesca pianta, che esalta di luce e colori l’ambiente che la circonda, appartiene al genere Wisteria, il cui nome deriva dall’anatomista di Filadelfia Gaspare Wistar. È una leguminosa, come suggeriscono i suoi frutti: baccelli sottili e affusolati contenenti al loro interno semi considerati velenosi.

Originaria dell’Asia, è molto diffusa in Cina, Giappone e in Nord America. Nei secoli ha presto conquistato l’Europa per il suo fascino e l’unicità della sua dolce fragranza. Non a caso, il nome comune che oggi utilizziamo per indicarla, “glicine”, deriva dalla parola greca “glikis” che significa “dolce”.

La fioritura del glicine

È una pianta che gradisce il contatto diretto col sole. La sua stagione è quella primaverile e la sua fioritura avviene tra marzo e aprile. Con l’estate e la totale esposizione al sole i fiori si moltiplicano abbondantemente fino a formare le grosse chiome a grappolo che conosciamo, salvo si trovi in zone ombreggiate e meno esposte dove la fioritura può essere meno generosa.

Per la crescita predilige un terreno fresco, argilloso e ricco di elementi nutritivi, ma si adatta comunque a qualunque tipo di terreno, ad eccezione di quello calcareo. Necessita annaffiature moderate durante l’anno e abbondanti nel periodo estivo. Ogni anno, prima della ripresa vegetativa, si esegue una potatura ‘a sperone’, tagliando le cacciate dell’anno trascorso e tenendo solo alcune gemme.

Una pianta che vuole i suoi tempi e i suoi spazi

Il glicine appena germogliato dal seme impiega circa 10-15 anni prima di fiorire. La riproduzione per talea, presente nei vivai è un processo molto complesso e viene effettuato, così come per l’innesto, solo da esperti. È possibile coltivare il glicine in vaso, ma solo se si dispone di molto spazio e della giusta profondità affinché le radici possano espandersi liberamente occupando tutto il perimetro.

Varie specie

Per citare alcune specie: abbiamo la Wisteria Brachybotrys, originaria del Giappone, che produce corti e bianchi fiorellini a grappolo; poi la più famosa Wisteria Floribunda, sempre dal Giappone che offre fioriture più lunghe ed estese tra il bianco e il violaceo; ancora la Wisteria Frutescens o Glicine Americano, originaria del nord America che mostra grappoli più tondeggianti di color lilla; infine la specie più nota, la Wisteria Sinensis, detta anche Glicine Comune, che con le sue infioriture “a cascata” tra il viola e l’azzurro è il più diffuso in Italia.

Fragilità e avversità

Fiore della pianta di glicine

Come la maggior parte dei rampicanti floreali, anche il glicine è soggetto ad attacchi da parte di afidi, acari e in particolare del ragno rosso (di cui abbiamo già parlato per l’ibisco e l’azalea), che esce allo scoperto proprio in primavera contemporaneamente alla fioritura. Ma il nemico più comune per il glicine è la Clorosi, una condizione che provoca l’ingiallimento delle foglie dovuta all’assenza di clorofilla. In questo caso la pianta presenterà un rallentamento della crescita e una ridotta fioritura. Il problema della clorosi viene affrontato intervenendo sul terreno, apportando bonifiche o concimandolo con il compost più appropriato. Contro parassiti e funghi si utilizzano prodotti chimici appositi.

Significato e Simbologia

Dietro al glicine si nascondono storie e leggende legate alla tradizione giapponese. Si narra che gli Imperatori giapponesi, durante i loro lunghi viaggi verso terre straniere, portassero con sé vasi di glicine da offrire in dono come segno di amicizia e benevolenza ai governanti a cui facevano visita. Ancora oggi questa apprezzatissima pianta simboleggia amicizia, disponibilità e riconoscenza nel linguaggio dei fiori.