Cavolo nero coltivazione: come, quando e dove farla

Il cavolo nero appartiene alla famiglia delle crucifere e deve il suo colore molto scuro all’abbondanza di clorofilla all’interno della foglia. Viene utilizzato ampiamente come alimento, in particolare in tutte quelle preparazioni a cui un tempo ci si riferiva come cucina povera. Storicamente viene associato alla Toscana, ma è sviluppato in tutto il centro Italia.

La sua coltivazione risulta piuttosto semplice, in quanto è molto più resistente di altre tipologie di cavolo sia alle malattie che alle gelate, oltre ad avere una buona resa e tempistiche piuttosto contenute. Contrariamente ad altre varietà, il cavolo nero non si sviluppa raggruppando le sue foglie in una palla, ma avrà un fusto con attorno delle foglie a pennacchio.

il cavolo nero

Clima e terreno

Tradizionalmente il cavolo nero viene coltivato in Toscana, terra nella quale trova tutte le caratteristiche necessarie per ottenere la massima produttività. La sua grande versatilità, però, lo rende molto adatto anche alle zone del Nord Italia.

Ha un’ottima resistenza al freddo, tanto che la struttura delle foglie si è evoluta per sopravvivere anche a temperature attorno ai dieci gradi sotto lo zero. Allo stesso tempo, però, si ha la migliore resa esponendo le piante al sole per più ore possibile durante la giornata.

Il terreno ideale deve essere drenante, si consiglia una vangatura prima della semina. Il cavolo nero non è esigente a livello di suolo, ma in generale preferisce terreni ricchi di sostanze nutritive e composti azotati. Per migliorare la resa in terreni più poveri si può effettuare una concimazione con letame maturo o compost.

Stagionalità e metodo di semina

Il periodo di semina è molto ampio, dipende principalmente dalla zona e dalle temperature. Non apprezzando il caldo, sarebbe meglio evitare i mesi di luglio ed agosto, oppure seminare in semenzaio a temperatura controllata, per poi trapiantarlo verso settembre. In questo caso andrà trapiantato in un mese, massimo un mese e mezzo.

All’interno dell’orto il cavolo nero prende un po’ di spazio, anche perché la crescita in verticale richiede comunque che sia lasciata aria attorno alla pianta. È consigliato lasciare almeno mezzo metro tra un cavolo e l’altro, con un metro di distanza tra una fila e l’altra.

coltivazione cavolo nero

Coltivazioni e cure necessarie

Quando la pianta è molto piccola occorre tenere sotto controllo lo sviluppo di erbe infestanti, che ruberebbero nutrimento al cavolo. Una soluzione potrebbe essere l’effettuare periodiche sarchiature, smuovendo il terreno ed aumentando anche ossigenazione e drenaggio. Un’alternativa è quella di eseguire una pacciamatura naturale con paglia o juta, i quali contengono molti composti azotati che serviranno anche come nutrimento.

Un’irrigazione periodica e abbondante è molto importante per tenere il suolo umido e impedire la formazione di una crosta, in particolare in estate. È importante fare attenzione che non si formino pozze di acqua stagnante, le quali farebbero marcire la pianta.

Se si ha la possibilità, un’altra soluzione per aumentare la resa delle coltivazioni di cavolo nero è effettuare una rotazione delle colture periodica. Ciò significa non coltivarlo in aree nelle quali, nell’arco degli ultimi tre anni, sono stati piantati cavoli, ravanelli o rucola. In questo modo si andrà a prevenire la diffusione di parassiti e malattie, ma si ridurrà anche lo sfruttamento del suolo e la necessità di concimare abbondantemente.

Raccolta

Il periodo di raccolta inizia ad ottobre e attraversa tutto l’autunno e l’inverno. Si può decidere di aspettare il completo sviluppo della pianta per raccoglierla interamente, senza che però essa possa tornare a produrre.
In alternativa si possono raccogliere le foglie mature via via che la pianta si sviluppa, partendo da quelle esterne ed aumentandone la produttività.

Il momento migliore potrebbe essere in prossimità di una gelata, in quanto le temperature bassissime tendono a rendere la foglia più croccante e molto saporita.